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Tomo I.
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Accomiatore

tni col la, il si col mi, o meglio sull’ot-tava inferiore di questo mi, che si saràfatta ben giusta col superiore ; il fa ;col si,e c., fino a che si giunga al re )$(. Ri-tornando in seguito al la, dove si prin-cipiò, o meglio alla sua ottava superiore,si progredirà per quarte successive, chesi faranno tutte un poco crescenti; laquarta bassa di un suono, è il rovesciodella sua quinta, giacché il suono acutoè la quinta del basso. Quindi si accor-derà ( V. la fig. II ) re col la, sol colre, ut col sol ec. ; se le prodette altera-zioni saranno state fatte a dovere, si tro-verà che il mi b (al quale si arriverà intal guisa) sarà assolutamente lo stessoche il re ottenuto come abbiamo detto.

Quando dico che si farà la quinta, de-bole, intendo che il suono acuto chesi accorda, e forma questa quinta saràun poco più basso che noi dovreb-be per la giustezza esatta; parimentela quarta, componendosi d’un suonograve, che si accorda con uno più acutogià stabilito, il basso che forma la quar-ta deve un poco calare dal tuono giusto.Il primo intervallo è un poco scemato,il secondo un poco aumentato, ma il suo-no che si accorda su quello già fissato èsempre alquanto disceso, e quindi rav-vicinato alla nota che si prese per base,il che viene a togliere quella inuguaglian-za prodotta dal crescere dei suoni, chene verrebbe dalla esatta giustezza di tuttiquesti accordi.

Le figure i. a e 2.a mostrano questesuccessioni di quinte e di quarte , rap-presentate da note bianche; le nere in-dicano gli accordi perfetti che servonodi spazio in ispazio di verificazione,perchè fatti di suoni già accordati, eI orecchio conosce ben presto se qual-cuna delle alterazioni è stata troppo for-te, ed abbisogni di correzione, nel qualcaso si tornerebbe sui due o tre accordi

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procedenti; la differenza deve essere ne-cessariamente piccolissima.

Acciocché le figure sieno applicabili alcaso in cui si volesse partire da un do,come nota fondamentale, basterebbe so-stituire la chiave Ai fa a quella di sol,nella quarta linea, come si è indicato nel-fig. I.a. Una chiave di do sulla quarta li-nea converrebbe se si volesse comincia-re da sol, ec.

La pratica di queste regole esige unadisposizione particolare ; vi sono abiliaccordatori che non hanno mai uopodi ritoccare gli accordi già stabiliti. Ladifficoltà non esiste che per la primagamma, giacché, accordata questa, lealtre corde si riducono facilmente perottava di questa, seguitando per tutta latastiera di mezzo tuono, in mezzo tuo-no, tanto ascendendo che discendendo .Non basta di aver accordato ogni tuonocon la sua ottava, ma dopo provasi an-cora a far risonare la sua quinta, e lasua quarta, prese fra le corde già fissa-te al loro tuono; questa quinta, e questaquarta, saranno accordi alterati, ma P o-recchio sentirà facilmente il punto me-dio al quale si deve attenere.

I suoni delle corde metalliche sonodeboli : per rinforzarli si fanno semprerisonare all’ unisono due o tre cordobattute insieme. L’orecchio è tanto as-suefatto a conoscere i più leggieri errorid’ unisono, che è facilissimo di girare lacaviglia al grado conveniente, nè occor-re che un poca di pazienza e di abitu-dine. ** Siccome però quando trattasidi accordare con un suono già fissato,un altro composto da due o tre corde,ove questo non corrisponda, non si sa daquale delle corde, che lo producono, na-sca la dissonanza, cosi costumasi accor-dare prima una sola corda, ponendo frale altre una carta piegata,' od altro chefàccia susta c le comprima, ciò che impe-