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Tomo I.
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120 Acido

rico a 66 gradi nella proporzione di 80per ioo di sale; facendo uso di acidosolforico a 64° (la cui concentrazione èmolto meno costosa, e che decomponemeglio il sale), occorreranno 85,25 diquest’ acido per ioo di sai marino.

Il fuoco deve essere acceso con for-za, ma si diminuisce subito che cominciala distillazione : allora si continua mo-deratamente fino a che lo sviluppo si ral-lenti, al qual momento riscaldasi con piùvigore onde compiere la decomposizione.Si leva 1 ’ otturatore per trarre il solfa-to di soda, e ricominciare una nuova ope-razione. Questo solfato deve essere bian-co, uniforme, non presentare nella suaspezzatura sai marino non decomposto,e dare da 208 a 210 per 100 di sol-fato di soda cristallizzato. Si travasa consifoni di vetro tutto 1’ acido idroclorico ,a 23 gradi in grandi bottiglie di gres delcontenuto di 60 litri, imballate in panie-ri di vinchi con paglia ; ed in tal modoponesi in commercio.

Caratteri. L’acido idroclorico liquidoè bianco: quello del commercio è d’uncolor d’ambra ; all’aria libera sparge va-pori biancastri molto acidi, e provocantila tesse ; gettato sul carbonato di calce,e in generale su tutti i carbonati, vi pro-duce una viva effervescenza; quando ètroppo debole perchè i vapori che svol-gonsi sieno sensibili, rendonsi questi vi-sibili, sotto forma di vapori bianchi as-sai marcali, presentando loro un pocadi ammoniaca sopra un turacciolo di ve-tro, o sopra un corpo qualunque. Di-stinguesi l’acido idroclorico dagli altriacidi, anche quando sia diluito in moltaacqua, versandovi una soluzione di ni-trato d’ argento che lo decompone, e for-ma un precipitato bianco come cagliatod’idroclorato d’ argento. La quantità diarido reale contenuto nell’ acqua si cono-sce mediante la saturazione ool sotto-car-:

Acido

bonato dì soda ( V . acido e saturazione).L’acido idroclorico puro è composto diun volume di cloro e di un volume d’i-drogene.

Usi. L’uso dell’acido idroclorico siestese in modo considerabile, principal-mente dopo che venne sostituito all’aci-do solforico nella preparazione del cloro( y . cloro e cloruri ) . Serve ancora apulire i metalli dalla ruggine, a prepara-re l’ idroclorato di stagno , ad estrar-re la gelatina dalle ossa ( V. gelatina).Si unisce all’acido nitrico, per formarel’ acido idrocloro nitrico, o acqua re-gia , che serve a disciorre l’oro, il plati-no, ec.

Quando supponevasi che il sai ma-rino fosse un muriato, ossia idroclora-to di soda, spiegavasi come segue ciòche accade nella preparazione dell’ acidosopra descritta. L’acido solforico s’ im-padronisce della soda, e l’acido muriati-co ossia idroclorico si sviluppa. Questaspiegazione si adattava a pressoché tut-ti i fenomeni altrettanto bene quantoquella generalmente in oggi adottata, e cheora indicheremo.

Teoria. L’affinità dell’acido solforicoper la soda ( ossido di sodio ), è maggio-re di quella del cloro che vi è unito nelsai marino, o cloruro di sodio, e siccomene risulta un solfato d’ossido di sodio(solfato di soda), l’acqua deve esseredecomposta; il suo ossigeno portasi sulsodio, nel mentre che il suo idrogene a-cidifica il cloro, e forma l’acido idroclo-rico. Appena questo è reso libero, per lacombinazione dell’acido solforico con lasoda, svolgesi inistato gasoso; quantun-que succeda questa azione anche a fred-do, essa è resa molto più viva dal calore,e l’acqua anch’ essa la favorisce moltocome veicolo aumentando i punti di con-tatto e lo spazio in cui nasce lo svolgi-mento. Per iscacciare le ultime porzioni