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Tomo I.
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in Acido

cloro e il’ idrogeno ; ciò posto è facilis-simo concepire 1’ azione cicli’ acqua re-gia sui metalli, mentre lutto riducesi aldire, che una porzione dell’ ossigenodell’ acido nitrico combinasi con l’idro-gene dell’ acido idroclorico, dal che nerisulta 1’ acqua che resta nel liquore, ilgas nitroso che si sviluppa, e il cloro checombinasi col metallo per formare uncloruro. Si può anche provare che que-sta spiegazione è conforme ai risulta-menti ; in fatti, se si assoggetta al calorela sola acqua regia e raccolgansi i gas,ottengonsi per prodotti gas nitroso ecloro . Se aggiungesi un metallo, comestagno, oro e platino, e l’azione non sia•troppo forte, non si raccoglie che gas ni-Jroso. D’ altronde è chiaramente dimo-strato che in questo caso ottengonsi real-mente cloruri.

Una volta si variavano molto le pro-porzioni dei duo acidi che formano 1’ a-cqua regia. La teoria che abbiamo data,conduce naturalmente a trovare le vereproporzioni, poiché si sa che la quanti-tà d’ acido nitrico dee limitarsi a quellaassolutamente necessaria per decompor-re 1’ acido idroclorico, ed isolare il clo-ro. Le proporzioni che avvicinansi mag-giormente a questo dato, sono tre par-li d’acido idroclorico con una d’ aci-do nitrico. Hawi un’ antica ricetta cheprescrive precisamente proporzioni in-verse ; quindi, allorché si adoperavaper i metalli facili ad ossidare, come sa-rebbe lo stagno, questo era quasi inte-ramente precipitato allo stato di sopr’-os-sido, ed appena ne restava alcun poconel liquore. Nella maggior parte degli an-tichi trattati trovansi molte ricette per1’ acqua regia, e ve ne hanno varie nellequali non adoperasi direttamente il mi-scuglio dei due acidi. In alcune prescri-vesi di far macerare 1’ acido nitrico so-pra un muriato di potassa di soda o

Acino

d’ ammoniaca, e talvolta adoperasi perle dissoluzioni metalliche questo miscu-glio : talora indicasi di stillarlo e nonservirsi che del prodotto della distilla-zione. Si vede che in tutti i casi 1’ effet-to è quel medesimo, cioè si uniscono idue acidi, e si devono ottenere risulta-menti uguali, semprecchè però le propor-zioni relative siano le stesse. Nullamenonella maggior parte delle manifatture,nelle quali adoperasi la cocciniglia, perlare la dissoluzione di stagno, si prefe-risce 1’ acqua regia che risulta dal mi-scuglio di due parti d’ acido nitrico, eduna di sale ammoniaco. Forse in questacircostanza 1’ ammoniaca serve a preser-vare il metallo da qualunque ossidazio-ne, forse ancora forma una combinazio-ne tripla: noi noi sappiamo: quanto v’hadi certo si è che lo stagno vi si sciogliecon la medesima prontezza che Io zuc-chero nell’ acqua e non fa effervescenza.

Finiremo quest’ articolo col ricordareche gli alchimisti diedero il nome d’ a-cqua regia a quest’ acido, a motivo del-la proprietà esclusiva che egli ha disciogliere 1’ oro, da essi considerato co-me il re de’ metalli (R.).

* Acido inno-romeo. Acido composti»di iodio e d’idrogene ; non ha verunuso nelle arti.

Acido idrosoi.forico. Gas idregenesolforato. Dacché si annoverarono frai corpi semplici il cloro e 1’ iodio, *fu ben provato che le loro combinazio-ni con l’idrogene formano veri acidi,convenne necessariamente considerare,sotto lo stesso aspetto, la combinazionedello zolfo con T idrogene, e collocarlafra gl’ idracidi. Da gran tempo, comeabbiamo osservato parlando dell’ acidoidrocianico, Berthollet avea fatto vedereche questo prodótto arrossava il torna-sole, e saturava le basi ; ma troppo do-' minati dall’ idea che l’ossigeno- fosse un