Àcino
elemento necessario degli acidi, i chimicinon gli assegnarono il suo vero luogose non dopo aver trovato altri prodot-ti analoghi.
L’ acido idrosolforico, o idrogene sol-forato, fu scoperto da Schede nel 17 7 £ ;egli lo compose interamente, riscaldandoleggiermente e lungamente lo zolfo con-tenuto in una storta piena d’ idroge-ne. Gingembre ottenne un uguale risul-tato ponendo nel loco d 1 una lente unpezzo di zolfo chiuso sotto una campanapiena d’idrogeno. In quest’ azione re-ciproca dei duo combustibili 1’ idrogenenon prova altri cangiamenti di volumefuorché quelli cagionati dalle variazionidi temperatura, ma non è già lo stessoper la sua densità, la quale aumentasimolto sensibilmente. Da 0,07521, cheè quella dell’ idrogene, essa diviene1,1 y 1 2, e passando dai volumi al pesosi troverà che 1’ idrogeno solforato ècomposto in 100 parti, di g 3,855 dizolfo, e 6 ,i 45 d’idrogene.
Quest’ acido, formato dalla unione didue combustibili, esiste quindi allo sta-to gasoso. Questo gas è senza colore,trasparente, ha 1’ odore delle più fetideuova putride, c suscettibile d’infiammarsiavvicinandovisi un corpo in ignizione, ese il vaso nel quale abbrucia è stretto,la combustione non è completa, ed unaporzione dello zolfo deponesi sopra le pa-reti; nel caso contrario tutto è consu-mato, ed ottengonsi per prodotti acquae acido solforoso. L’idrogeno solforatonon può cooperare alla combustione de-gli altri corpi, ed una candela accesache vi s’immerga profondamente, si c-stingue, quantunque, nell’ attraversarlo,abbia acceso lo strato di gas che è incontatto coll’aria. E' uno dei più maleficitra i fluidi elastici : Thenard assicuraohe gli uccelli, detti verdoni, sono imme-diatamente asfisiati in un’aria che ue con-
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tenga soltanto i;t 5 ooo, e che iya 5 obasta per far morire un cavallo in brevis-simo tempo. La natura ci presenta que-sta combinazione già formata in alcu-ne acque medicinali, e particolarmentein quelle di Bareges, d’Aquisgrana , diPlombieres, di S. Geuesio nel Piemon-te, e costituisce le cosi dette acque epa-tiche o solforose, riconoscibili sempreal loro fetido odore , e alla proprietàche hanno di annerire i corpi impregna-ti di dissoluzioni di piombo o d’argen-to. Siccome liavvi una gran quantità disostanze animali e vegetali, che conten-gono zolfo, ottiensi spesso l’idrogene sol-forato fra i prodotti delle loro alterazionio decomposizioni. Così se ne formaquasi sempre per effetto delle cattive di-gestioni; gli uovi che s’imputridisconone esalano una certa quantità, e 1’ ariadelle latrine ne contiene sempre una pro-porzione bastante, perchè non si possarestare in esse senza correre gravi ri-schi . E' questo gas doletele che i vo-tacessi chiamano il piombo , e temonoben a ragione. Felicemente la chimicaci offre mezzi pronti d’impadronirsi di’questo essere malefico dovunque trovasi,e distruggerlo: allorché egli è sparso inun’atmosfera qualunque, basta svolgerviun poco di cloro ; questo, essendo gaso-so egualmente propagasi, tosto nell’am-biente s’impadronisce dell’idrogene, for-ma dell’ acido idroclorico, e precipita lozolfo. Lo stesso mezzo può ugualmentebastare per decomporlo quando è scioltonell’ acqua : una corrente di cloro intor-bida sull’ istante questa soluzione, c neprecipita lo zolfo.
I sali di piombo di bismuto di mer-curio e d’argento, sono adoperati porIo stesso oggetto con altrettanto vantag-gio. In ognuno di questi casi formasi unprecipitato nero più o meno abbondante,dovuto all’unione dello zolfo col metallo ;