Band 
Tomo I.
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ia4 Àcino

J’idrogene e 1’ ossigeno si uniscono performare l’acqua che resta nel liquore.I cerretani e dicitori di buona ventura,seppero mettere a profitto questa pro-prietà per imporre alla moltitudine. Scri-vono le loro profezie sopra carta comu-ne con una delle soluzioni metallicheche abbiamo indicato, la quale deve es-sere allungata in modo che i caratteriessendo asciutti non siano visibili ; quan-do vogliono dare i loro oracoli immer-gono questa carta in un boccale , ovehanno lasciato qualche tempo un poco difegato di zolfo umido (solfuro idrogenatodi potassa ) ; per quanto piccola sia laquantità d’idrogeno solforato contenutanel vaso, essa basta per rendere sul mo-mento apparenti i caratteri. Parimenti aquesta proprietà devonsi attribuire gliaccidenti die accadono talvolta alle si-gnore che servonsi di una specie di biac-ca che ha per base l’ossido di bismu-to ; le minime emanazioni solforose offu-scano subito lo splendore delle loro tin-te fittizie.

In chimica si trae gran vantaggio dal-1’ azione dell’ idrogene solforato sopra ledissoluzioni metalliche, e gli analizzatorilo pongono nel numero dei migliori reat-tivi. Per dare una idea esatta della suautilità sotto questo rapporto, è essen-ziale osservare che agisce diversamentesnlle combinazioni metalliche secondo laloro particolare natura. Quando trattasi,come precedentemente, di soluzioni checontengono metalli debolmente combinatiall’ ossigeno, ed i cui ossidi hanno pocaaffinità per gli acidi, allora gli effetti del-la reazione sono quelli indicati ; cioè for-mazione d’ acqua, precipitazione di sol-furo ed acido posto in libertà. Si com-prende che volendo estrarre un acidodalla sua combinazione con uno degli os-sidi di piombo, mercurio, argento, ec.basterebbe esporre questo sale metallico,

Acido

diluito nell’acqua, ad una correste di gasidrogene solforato, il che suole prati-carsi spesso nei laboratori. Tutti i metallinon sono però nello stesso caso, ed hav-vene un certo numero che l’idrogenesolforato non può separare dalle loro dis-soluzioni; tali sono p. e. il ferro, il niccolo,lo zinco, il cobalto ed il manganese. Qui1’ applicazione si presenta da sè , ed èchiaro che se una dissoluzione metallicacontiene ad un tempo ferro e piombo,l’idrogene solforato potrà servire a farnelo spartimento; è questo di fatti uno deimezzi che adopransi più frequentemente.Finalmente 1’ acido idrosolforico è di unuso ancora più generale, come reattivo,quando è combinalo con una base alcali-na; non havvi dissoluzione metallica chenon sia decomposta da questi idrosolfatiper modo che si è sempre sicuri di sco-prire la presenza d’ un metallo in unadissoluzione, versandovi alcune gocce diidrosolfato di potassa, di soda, o d’ am-moniaca ; ma in questo caso non si otten-gono sempre solfuri, ma talvolta veri idro-solfati metallici.

I metodi che si possono praticare on-de procurarsi l’idrogene solforato sonomoltissimi : non citeremo se non i piùvantaggiosi. I solfuri alcalini scioglien-dosi nell’ acqua, si decompongono e sitrasformano in idrosolfati solforati ; un a-cido versato nella loro dissoluzione, sepa-ra l’idrogene solforato che si sviluppasotto forma di gas, s’impadronisce dellabase, e precipita lo zolfo. Ma l’emissionedell’ acido idrosolforico fassi allora trop-po rapidamente, e 1’ effervescenza è taleche non si può contenere il liquido neivasi; non si adopera quindi questo mez-zo che quando non se ne ha verun altro.Gày-Lussac propose per lo stesso ogget-to l’uso dell’idrosolfato di ferro, che siforma facendo un miscuglio di acqua, zol-fo, e limatura di fèrro, coma pel vulcano