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Tomo I.
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Acino

binazione naturalo, secondo il bisogno.Indicheremo l’uno e l’altro di questimezzi.

Lo zucchero non è il solo prodottovegetale che, trattato con l’acido ni-trico possa dare acido ossalico. Ve neha una infinità d’ altri : le fecole ami-dacee ne danno parimenti in gran pro-porzione, le gomme assai meno ; anchevarie sostanze animali, e particolarmentela lana, la seta, l’albumina, la gelatina, ec.ne danno qualche poco, ma lo zuccheroe la fecola sono i due materiali che of-frono per tale oggetto un maggiore van-taggio.

Allorché trattasi una materia vegetabi-le qualunque con l’ acido nitrico, si sache questa si decompone più o menoprontamente, secondo la quantità che sene impiega, il suo grado di concentra-zione, la temperatura che regna, e la na-tura della sostanza sulla quale l’acido agi-sce. I prodotti di questa decomposizionesono infinitamente variati, e dipendonoegualmente dall’ influenza delle cause cheabbiamo indicate; è quindi essenzialissi-mo di por attenzione a tutto queste cir-costanze se si vogliono ottenere costante-mente utili risultainenti. ÌVon basterà l’im-piegar sempre le stesse proporzioni ri-spettive d’acido nitrico e di zucchero perraccogliere la stessa quantità d’acido os-salico ; converrà inoltre adoperarle nellostesso modo. Chaptal , nella sua Chimicaapplicata alle arti, consiglia di prenderenove parti d’acido nitrico comune peruna parte di zucchero, mescolare il tuttoed assoggettarlo all’ azione del calore. Al-lora la reazione è assai viva, sviluppan-si molti vapori nitrosi, e producesi unaquantità d acido ossalico maggiore che sesi gettasse 1 acido a riprese ; poiché, se-condo lo stesso autore, la decomposizioneé più compiuta e formasi meno acido ma-lico. Confesseremo che malgrado la fi-

Acido

ducia die devono inspirare risultamentiannunciati da Chaptal , duriamo fatica acredere che cosi sìa la cosa, ed abbiamosempre trovato preferibile, operando pervero diro sopra minore quantità, di nonaggiungere 1 ’ acido nitrico che in varievolte, altrimenti decomponesi F acido os-salico stesso a misura che si forma. L’in-conveniente indicato di produrre dell’a-cido malico non è realmente tale, poichéanch’ esso trasformasi in acido’ ossali-co, assoggettandolo all’azione di un al-tra quantità d’acido nitrico. Ecco il me-todo che ci è meglio riuscito. Su 24libbre di fecola, che si dividono in variestorte tubulate disposte in un bagno disabbia comune, versansi 72 libbre d’aci-do nitrico del commercio ; si lascia rea-gire: ben presto l’amido si discioglie, ladecomposizione comincia ed il gas ni-troso svolgesi in gran copia. Compiutal’azione, si aggiungono 24 libbre d’a-cido nitrico, e riscaldasi leggiermente ; ivapori rutilanti appaiono di bel nuovo,ed allora sostionsi un calore moderatofino a tanto che dura la reazione. Versasiin seguito il liquore in terrine per lasciar-lo cristallizzare ; ottengonsi in tal modo,per primo risultamento, circa 5 libbred’acido ossalico ; quindi si riuniscono loacque madri, si fanno riscaldare, e vi siaggiungono, in più riprese, 24 libbred’acido nitrico. Questo secondo lavorodàj circa 2 libbre 8 oncie di cristal-li; rinnovasi la stessa operazione, perle acque madri, una terza ed una quartavolta: il prodotto totale di acido ossalicopurificato equivale a poco più della metàdella fecola impiegata, e F acido nitricoconsumato è uguale al sestuplo ; la puri-ficazione a cui fassi soggiacere F acido os-salico consiste in una semplice dissolu-zione e cristallizzazione per isbarazzarlodall’acido nitrico di cui è impregnato.

Parlando dell’acido solforico indiehe-18