i o S Acido
remo un metodo che somministra pari-menti l’acido ossalico ; ma ivi, come que-sto prodotto non è che secondario elo scopo principale è di formare il gasnitroso por servire alla trasformazionedell’acido solforoso in acido solforico, co-sì non prendesi veruna delle precauzioninecessarie per ottenere un risultamentopiù vantaggioso sotto l’altro riguardo, esi prescrive di porre l’acido nitrico tut-to in un tratto sulla melassa. Peròquesto metodo, quantunque molto im-perfetto, costrinse a ridurre l’acido os-salico a bassissimo prezzo, ed è facileconcepirne la ragione, riflettendo che ilgas nitroso che se ne ritrae, paga da sè,col profitto che se ne cava, l’acido nitri-co adoperato, e per conseguenza l’acidoossalico non costa nulla, o quasi nulla.
Nella Svizzera i fabbricatori di telecolorite ricorrono ad un altro mezzo perprocurarsi l’acido ossalico ; lo estraggo-no dal sale contenuto nell’ oxalis , e nelriitnex acetosella , piante che cresconoin abbondanza in quel paese, e che damolli anni vi sono l’oggetto d’una colti-vazione particolare.
Secondo questo metodo decomponesiil sale d’acetosella ( ossalato acido di po-tassa) con l’acetato di piombo, e l’ossa-lato di piombo, che ne risulta, con l’a-cido solforico. A tale oggetto sciolgonsi,in 12 a i5 parti d’acqua bollente, 5ochilogr. disale d’acetosella; d’altrondesciolgonsi a freddo, i5o chilogr. d’ace-tato di piombo ; mesconsi a poco a pocole due dissoluzioni, ed agilansi molto for-temente ; lasciasi quindi deporre per untempo sufficiente, e decantasi il liquore.Poi lavasi il deposito a quattro o cinqueriprese ; quando il precipitato non contie-ne più veruna sostanza straniera, versasiin terrine, od in giare di gres, e trattasicon acido solforico diluito. Per la pro-porzione di sale che abbiamo indicata,
Acido
prcndonsi 5y,So chilogr. d’acido solfo-rico, che si diluiscono in 5 a 6 partid’acqua ; ed affine di approfittare delcalore del miscuglio, questo non si operache al momento di servirsene e subitodopo si versa sull’ossalato di piombo.Conviene rimescere il tutto per lungotempo e più volte ; giova assicurarsi dellariuscita dell’ operazione provando unapiccola parte del liquore filtrato col mu-rato di barite. Se il precipitato che siforma è quasi interamente solubile nell’a-cido nitrico puro o diluito, questo è indi-zio certo che la decomposizione è fini-ta: nel caso contrario, lasciasi riposarel’acido più a lungo, e talvolta ancoraversasi il miscuglio in una caldaia dipiombo, e riscaldasi leggiermente. Quan-do credesi finita l’operazione, si decan-ta di nuovo, e lavasi il residuo con acquacalda, fino a che i lavacri non sieno piùsensibilmente acidi. Quindi tutti i liquorisono riuniti e si fanno svaporare, finoche prendano un poco di consistenza edivengano come viscosi ; allora si trae ilvaso dal fuoco ed ottiensi, col raffred-damento, l’acido ossalico in cristalli aghi-formi intrecciati fra loro.
Per lo più l’acido ossalico, ottenutocon questo metodo, non presenta chela forma d’aghi o di piccoli prismi assaicorti, laddove quello fabbricato con unamateria vegetabile, trattata con 1’ acidonitrico, presentasi in lunghi prismi qua-drilateri i quali hanno talora più di duepollici di lunghezza. Sembra che questadifferenza provenga da un residuo di ma-teria estrattiva contenuta nel sale d ace-tosella , e dalla quale non puossi libe-rarlo colle precipitazioni, nè coi lava-cri. E' certo però potersi ovviare a que-sto inconveniente, se è tale, con aggiun-gere al liquore, verso il fine dell’opera-zione, e per ogni ehilogramma di saled’acetosella impiegato, circa ioo grani-