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varj ossalati, multerebbe dalla combina-zione dell’ idrogeno dell’ acido con l’es-ogeno della base, cosicché l’acido ossa-lico sarebbe un vero idracido, di cui l’a-cido carbonico formerebbe il radicalecomposto. Temeremmo di oltrepassare ilimiti che ci siamo prefissi col diffondercimaggiormente; ma crediamo non poterripetere mai abbastanza, che uno stu-dio più compiuto, intorno quest’acido ,condurrà necessariamente ad importantirisultamenti sulla natura degli acidi ve-getabili.
Termineremo quest’ articolo, facendoosservare che prima delle belle spcrienzedi Dulong , non si sapeva a qual giudiziodeterminarsi sulla natura dell’acido os-salico, tanto diversi erano i risultati ot-tenuti dai chimici più accreditati
Giusta l’analisi di Thenard ( Carbonio, 26,66eGay-Lussac l’acido ossalico ( Ossigeno , 70,689conterrebbe (Idrogeno, 2,y45
(Carbonio, 33,35e giusta quella di Berzelius ( Ossigeno , 66,4 1
(Idrogeno, 0,24.
Questa discordanza spiegasi adessoperfettamente, e vedesi che essa derivadai due stati differenti che 1’ acido ossa-lico può prendere nelle sue diverse com-binazioni ; Thenard e Gay-Lussac fecero1 ’ analisi dell’ ossalato di calce, Berze-lius (a) dell’ossalato di piombo. (R.)
Acido pectico. Yarj chimici, e Yau-quelin primo fra questi, avevano fat-to notare da lungo tempo nei succhizuccherosi ed acidi dei vegetabili, parti-colarmente in quelli della cassia, delleuve spine, ec. l’esistenza di una sostan-za alla quale attribuivano la proprietàche hanno questi succili di rappigliarsi
(a) Cbi desiderasse cognizioni molto piùestese intorno quest’ acido consulti il Trat-tato di Chimica di Berzelius . Antonelli, Ve-nezia, i83o.
Acido
in massa gelatinosa tremolante, ed alloquale essi davano il nome di gelatinavegetabile. Avevano riconosciuto, comeuno dei caratteri essenziali di questocorpo, l’essere poco solubile nell’ acquafredda, e solubilissimo al contrario inquesto liquido bollente; e che, essendoestratto da succhi coloriti, era moltodifficile ottenerlo del tutto privo delprincipio colorante.
Nel 1824 Braconnot ottenne la gela-tina vegetabile dai tubercoli della dalia ,e dei topinambur dei quali faceva l’ana-lisi ; poco dopo trevo lo stesso principionelle radici di sedano, navone, carota,ec. ; nei bulbi delle cipolle ; nei gambi enelle foglie di alcune piante erbacee ; ne-gli strati corticali di tutti gli alberi spo-gliati della loro scorza esterna colorila,principalmente nelle cortecce di ciliegio,acero, e nocciuolo ; nei pomi, nelle pe-re, nelle prugne, e nei frutti delle cu-curbilacee.
Il miglior metodo per estrarre la ge-latina dalle radici di sedano, o di carota,che contengono amido, consiste:
1.° Nel ridurle in una polpa, dallaquale spremesi il succo, ed esaurire lafeccia facendola bollire con acqua aci-dulata con acido idroclorico; 2.“lavarela feccia, e riscaldarla con una dissolu-zione molto allungata di potassa o di so-da; 3 .° versare nel liquore denso muci-lagginoso, e poco alcalino che ne risulta,una sufficiente quantità d’acido muriaticomolto diluito, il quale, saturando l’alcali,ne separa un’abbondante gelatina che la-vasi accuratamente. Questa materia,appe-na colorita, e bianchissima allorché prov-viene dalla polpa dei navoni, ha un sa-pore sensibilmente acido ed arrossa fàcil-mente la carta azzurra di tornasole, benchénon contenga verun altro acido ; ha pari-menti la facoltà di ccmbinarsi alle basi alca-line e formare dei sali ; dietro le proprie-