Acido
tà di questa sostanza, da lui ben compro-vate , il valente chimico Braconnot lariguardò siccome un acido particolare, ele diede il nome di acido pectico , daitìkto; coatpilum , per distinguerla dal-le altre dello stesso genere.
Per lo più l’acido pectico, come neicitati esempi, trovasi nei vegetabili in i-stato libero, ed una leggiera soluzione al-calina basta per separamelo ; ma talvol-ta quest’ acido vi si trova in istato dicombinazione come pectato di calce; intal caso la soluzione alcalina di soda o dipotassa, ben lungi dall’ isolarlo, non puòservire neppure a dimostrarne l’esi-stenza, a meno che non abbiasi primatrattato il vegetabile con un’ acqua aci-dulata con acido idroclorico, che, decom-ponendo il pectato di calce , lascia li-bero 1’ acido pectico di cui allora l’alcalipuò impadronirsi, come accade imme-diatamente coi vegetabili nei quali que-st’ acido trovasi in istato libero.
Il fin qui detto si estrasse dalla me-moria di Braconnot sull’ acido pectico ;quanto segue dipende da osservazioni piòrecenti sopra quest’acido eseguite dallostesso chimico, al quale dobbiamo tuttequeste particolarità, essendo egli il soloche siasi occupato di questo interessanteargomento. Nel suo secondo lavoro Bra-connot , dopo avere indicate alcune modi-ficazioni da lui recate al suo metodo perestrarre l’acido pectico, stabilisce conprecisione le dosi delle materie che ado-pera ; indica l’uso che si può farne ^>erla preparazione delle gelatine, e delle dis-soluzioni gommose ( nelle quali si puòsostituirlo vantaggiosamente alle gomme,alla gelatina animale più pura, ed all’ i—ctiocolla), ed enumera i buoni effetti da luiprodotti qual antidoto negli avvelena-menti cagionati dalla maggior parte deisali metallici di piombo, di rame, di zin-co, d antimonio e di mercurio.
Acido ufi
Per ottenere l’acido pectico gelatino-so, che egli impiega immediatamente nel-la preparazione delle gelatine, ec., pren-donsi 5 parti di polpa di carote o dinavoni : ben lavata, e spremuta molto for-temente, se ne fa una poltiglia alquantoliquida,che agitasi con una parte di potas-sa caustica all’alcoole sciolta nell’ acqua,e fassi bollire fino a che una porzione diquesto denso liquido, unendola con unacido, si coaguli interamente; passasi illiquore attraverso una tela, e lavasi lamassa con acqua pura. Decomponesi ilpectato di potassa con una dissoluzioneallungatissima eli miniato di calce, in-vece dell’ acido muriatico ; ottiensi unagelatina abbondante e trasparente, unitaad un pectato di calce insolubile, che silava facibnente se si fa bollire alcuni mo-menti con acido muriatico debole, ilquale s’ impadronisce della calce ; gettasiogni cosa sopra una tela, che ritienel’acido pectico, il quale si lava accu-ratamente con acqua pura o di pioggia.L’acido pectico in gelatina disciogliesifacilmente nell’ acqua, con alcune gocced’ammoniaca o d’una soluzione debo-lissima di potassa o di soda , in quan-tità sufficiente per saturarlo. Per pre-parare una gelatina si stempera unaparte di acido in tre parti d’acqua pu-ra, si satura con potassa, e si fa scaldareogni cosa con tre parti di zucchero aro-matizzato con l’olio volatile di cedro,di fiori di limone, di vaniglia, noce mo-scada, ec. Aggiungesi un poco di acidosolforico od idroclorico molto dilui-to, per decomporre il pectato, ed agi-tasi il miscuglio che si rappiglia subitoin gelatina.
Facendo fondere a caldo lo zuccheronell’acido pectico, reso solubile con unpoco di potassa, versandovi quindi alcoolaromatizzato, ed agitando il miscuglioottengonsi alcune gelatine tremolanti, su-
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