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Acqua
estesa, e parleremo della maniera sempli-cissima di costruirli solidamente.* (G. M.)
Non parleremo qui delle ruote a palecurve dette Turbini, imaginate da Burdiningegnere delle miniere ; attenderemo chel’esperienza ne abbia provati i vantaggie convalidati gli elogi che 1’ Accademiadelle Scienze ha loro accordato.
Spesso adopransi le ruote a cassettefacendovi arrivare l’acqua con impulso ;allora il moto è dovuto ad un urto ead una pressione ; in tal caso, acciò laruota dia il massimo effetto, converràche la di lei circonferenza prenda la me-tà della celerità dell’ acqua che la per-cuote ; d’ altronde il suo diametro nondev’ essere minore della altezza del li-vello superiore dell’ acqua sopra la suaparte inferiore ; ed a questo livello ilfluido deve entrare nelle cassette. Quan-to all’ effetto della percussione non pos-siamo che ripetere quanto abbiamo giàdetto, cioè che questo sistema è sempredifettoso ogni qual volta non si possonolatrarne particolari vantaggi.
Sovente impiegansì le ruote a paleimmerse in un fluido indefinito, come so-no p. e. i mulini stabiliti sulla correntedei fiumi. Allora bisogna proporziona-re la resistenza meccanica, e concepireil sistema generale di queste ruote inmodo, che la circonferenza’ della ruotaabbia il terzo di velocità della corrente,ta forza viva, perduta dal fluido in mo-to, fa girare la ruota e lavorare la mac-china con maggior utile.
Per lo più rinchiudonsi le ruote a pa-le in canali o gore in cui si fa giunger1 acqua : in questo sistema, che in pra-tica considerasi come il migliore di tut-ti, e chiaro essere 1’ azione quasi dellastessa specie che nelle ruote a cassette,giacché la pressione del liquido, e tal-volta ancora il suo urto, si fanno in am-bi i casi in un modo analogo. Quindi a
questa sorta di macchina è applicabilequanto dicemmo sulle ruote a cassette.
Ci resterebbe a parlare delle ruote aconchiglia a spirale , di quelle il cui asse è,verticale o inclinato ; ma questi argomen-ti saranno trattati all’ articolo delle ruo-te idrauliche : l’entrare in tante partico-lari tà sarebbe sorpassare i confini di unarticolo generale. Per questa medesimaragione non parleremo de’ mulini o se-ghe IDRAULICHE, della VITE d’ ARCHIMEDE,delle macchine a colonne d’acqua, delleDANAIDI, delle ruote a pression latera-le, delle norie, degli arieti idraulici,degli arieti a sifone, degli arieti aspi-ranti, ed altri meccanismi dei quali 1’ a-cqua è la forza motrice, essendo questitrattali altrove minutamente.
Quanto alla resistenza che provano icorpi a muoversi nell’ acqua, questa de-ducesi dai principj generali • sviluppatialla parola resistenza ; ivi si vedrà cheuna superficie piana che si presenta per-pendicolarmente all’ urto dell’ acqua, osi muove con questa stessa direzione inun acqua tranquilla, prova una resisten-za proporzionale al quadralo della suavelocità ; deducesi questa dal peso di unprisma d’acqua, che abbia per base la su-perficie premuta , e per altezza il doppiodi quella che è dovuta a questa celerità( cioè a due volte 1’ altezza da cui ungrave deve cadere per acquistare que-sta velocità, V. Caduta) divisa pel pesodel corpo.
Se 1’ urto si fa obbliquamente alla su-perficie , conviene moltiplicare questorisultamento pel seno dell’angolo d’in-cidenza; questo teorema però non vad’accordo coll’esperienza se non quan-do l’angolo , formato dalla superficiecolla direzione del moto, sorpassa 4°gradi.
La resistenza che prova un cilind*o èmetà di quella d’una sfera, e la resisten-
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