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Tomo I.
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Acqda

poiché hanno il grande vantaggio sui tu-bi saldati, che si dilatano ugualmente, epossono cedere senza rompersi per losforzo prodotto.

I corpi solidi assorbono, passando al-lo stato liquido , una certa quantità dicalorico , che vi si fissa per poi in qual-che maniera sparire e divenire latente.A quest’ intima combinazione della ma-teria del calore devesi attribuire la co-stanza di temperatura che osservasi du-rante la fusione d’un corpo. Tale ef-fetto si nota soprattutto nella liquefazio-ne del ghiaccio, e si è profittato della per-manenza di questa temperatura affine distabilire uno dei punti fissi della scalatermometrica , eh’è lo zero della nostragraduazione. Altra applicazione impor-tante è quella che deriva dal freddo chesi può procurarsi col ghiaccio , che sor-passa quello che si otterrebbe da un sem-plice equilibrio di temperatura. In fatti,da quanto si è veduto, il ghiaccio a zeroesige una considerevole quantità di calori-co per liquefarsi ; e se questa liquefazionesi opera a spese dei corpi circonvicini,questi gli forniranno grande quantità delcalorico loro proprio. Si sa che un datopeso di ghiaccio esige per la sua liquefa-tone una quantità di calorico uguale aquella necessaria per elevare unegual pe-so di acqua dallo zero al 75° grado.- Sipuò anche aumentare la facoltà frigorifica J•lei ghiaccio, aggiungendogli alcuni corpiche sollecitino la sua liquefazione per laloro grande affinità coll’acqua. Son que-sti ordinariamente sali ; e a tale ogget-to si adoprano particolarmente il saicomune, il sale ammoniaco, il nitro, ec.

( V. freddi artificiali ). Si concepisceche quanto è più pronto il cangiamentodi stato, più 1 abbassamento di tempera-tura ni un dato tempo è considerevole ;poiché quantunque la quantità di calori-co necessaria sia sempre la stessa, se non

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viene fornita che successivamente , l’ariaambiente da cui i corpi sono circondatine cederà una parte, mentre se la li-quefazione è istantanea essi soli vi con-correranno col proprio calorico.

Dietro quanto precede, si scorge chetutti i corpi solidi, i quali hanno la pro-prietà di liquefarsi prontamente, allorchési ritrovano in circostanze convenienti,debbono produrre al pari del ghiaccioun abbassamento di temperatura più omeno considerabile nell’ atto della lorofusione, e Io stesso deve accadere pei li-quori che passano istantaneamente allostato di gas o di vapori. Se ne troveran-no numerosi esempj all’articolo già cita-to dei freddi artifiziali. Di rado si fauso di queste differenti sostanze, alle qua-li non si ricorre che in mancanza di ghiac-cio. Ma siccome si ha bisogno principal-mente del freddo nella stagione in cuinon producesi ghiaccio , perciò questoviene conservato in cavità che si difen-dono possibilmente da ogni esterna in-fluenza. (V. ghiacciaie.) Vi sono per-altro alcune circostanze nelle quali è im-portante il supplirvi o meglio anche pro-durne artifizialmente. Il dottor lire af-ferma, nel suo Dizionario di Chimica, diaver applicato in grande e con buonesito il metodo di Leslie. Ecco la de-scrizione dell’ apparato al suo articoloCongelazione . « Indicando ai miei allie-» vi le differenti modificazioni di que-ll sto sistema di congelazione, ho l’abi-i> tudine, da varj anni, di raccomandar’i l’uso d’una serie di piastre di ferro fil-li so, che si possono riunire alla macchina» con viti e robinetti. Ciascuna di que-ll te piastre può essere munita d’un reci-» piente, per guisa che con una sola mac->1 duna pneumatica si possono esegui-li re gran numero di congelazioni. Un>1 gran tamburo di ferro fuso, che si riem-)i pie,di vapore riscaldandovi una piccola