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Tomo I.
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t 8 8 Acqua

immensa copia di acqua, che differisceperò sommamente dall’ acqua comuneche abbiamo veduta composta di soloossigeno ed idrogeno {V. acqua), mentrecontiene inoltre una quantità di sali chela rendono imbevibile, ed inetta a moltidi quegli usi a cui serve l’acqua di piog-gia, di fonte, di fiume, ec. quella insom-ma detta acqua dolce. Infinite sono leanalisi che dai chimici ne vennero fattema queste però non bene si accordan fraloro, ciò che nasce dai vari metodi tenu-tisi nel praticarle, ma più ancora dall’es-sere l’acqua del mare diversamente com-posta, secondo i luoghi, il clima, la posi-zione, i venti, ed altre infinite circostan-ze, che possono aver sopra di essa moltainfluenza, c che, a quanto pare, meritanodi venir meglio studiate.

Ci limiteremo a dar qui l’analisi fat-ta da Bouillon, Lagrange e Vogel delleacque marine del canale d’ Inghilterra(colonna i .a ), del canale di Biscaya ( co-lonna 2.a), e del mediterraneo ( colon-na o. a );ed aggiungeremo ( nella 4.a co-lonna) le proporzioni, che secondo Mur-ray formano la vera costituzione dell’ a-cqua marina.

■ eoo parti d'acqua marina contengono

1

ti

ni

IV

Muriato di soda •

261,

a5i.

a5i.

220,01

Solfato di magnesia

57,8

57,8

61,6

—

Solfato di soda - •

—•

—

33,l6

VTuriato di magnesia

35,

35,

32,5

42 08

VIuriato di calce -

...

...

...

7.84

Solfato di calce - •

1,6

1,5

•,6

Il peso specifico dell’acqua marina va-ria da 1,0269 a 1,0285 *

Uno dei grandi usi a cui servono leacque del mare nelle arti è quello del-l’estrazione del ninnato di soda che, co-me abbiamo veduto, contengono in gran

Acqua

copia, e di ciò ci occuperemo estesamen-te all’articolo sale marino.

La lunghezza dei viaggi per mare, ela difficoltà (da noi già accennata all’ar-ticolo acqua ) di conservar molto tem-po l’acqua dolce sui navigli, o di poterapprodare a qualche spiaggia per pro-curarsene, fecero che si cercasse da moltotempo la maniera di rendere bevibile l’a-cqua del mare, ma questo importantissi-mo problema non venne per anco sciol-to perfettamente.

Il metodo che primo presentossi al-l’idea fu quello di distillarla, ma, oltre al-l’essersi preteso che il prodotto, benchéprivo di sale, fosse ancora impregnatodi una parte dei sali che essa contiene,non era piccolo inconveniente quello didover provvedersi di combustibile pertale operazione, il che và ad essere disommo imbarazzo in un bastimento. Sicercò quindi la maniera di costruire illambicco per modo che occupasse pocospazio, ed esigesse la minor quantità dicombustibile.

Tenne praticamente trovato utilissimol’apparato di Clement ,e di M.r de Trec-cine t capitano di fregata. Esso compo-nesi d’ un fornello fumivoro ( V. que-sta parola) d’un lambicco o piccolo cal-daino a vapore, e di due condensatori.Nel lambicco v'hanno due tramezzi, odiaframmi, che vogliam dirli, tutti forati ilcui effetto d’impedire che pel rolare delbastimento, l’acqua da stillarsi non nevenga agitata e forse anco spinta fino aitubi condensatori. Il coperchio ha trefori, uno dei quali tiene un tubo chescende fino quasi al fondo per condurvil’acqua marina, la quale è già in parteriscaldata dalla condensazione del vaporeacqueo a cui essa ha servito.

Ecco le dimensioni principali dell ap-paralo.

Graticola del Jbcolajo ; larghezza