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Tomo I.
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Acqua

se non precipitano coi sali ili barite ; maacquistano questa proprietà facendovipassare il cloro, che trasforma l’acidosolforoso in acido solforico. Sarebbe sem-pre facile, mediante un’operazione preli-minare, calcolare separatamente la por-zione di acido solforico libero o combi-nato preesistente nell’ acqua ; basterebbea quest’ oggetto prenderne un peso no-to e versarvi un poco di muriato di ba-rite ; allora il precipitato ottenuto risol-verebbe la questione esattamente.

La solubilità del gas acido solforosonon permette di poterlo ottenere allo sta-to di fluido elastico. Tuttavia questo me-todo trovasi però indicato in alcuni au-tori ; ma non è suscettibile di esattezza.

Nell’ analisi e nella misura dei gas de-vesi tener conto della temperatura e del-la pressione atmosferica. Bisogna in tuttii casi ridurre i volumi dei gas alla pres-sione di 76 millimetri, e alla temperatu-ra 10°, poiché questi sono i limili chehanno servito di base a tutte le analisifondamentali.

Abbiamo citato il sottocarbonato diammoniaca nel numero delle sostanzeche incontransi talvolta in certe acqueche contengono originariamente materieorganiche , o ne ricevono lungo il lorocorso. L’acqua della Senna in tempo disiccità e di calore trovasi in tal caso.Questo carbonato non può coesistere conalcun sale a base terrosa o metallica, nècon altri carbonati ; perciò la di lui esi-stenza esclude quella degli altri. E' tantopiù essenziale il conoscere la presenzadi questo sale in un’ acqua, eli’ esso sivolatilizza al calore dell’ebullizione, e sidissiperebbe senza che si potesse accor-gersene. E' d’ altronde facile assicurarsidella sua esistenza pel carattere di alca-linità che presentano queste acque, e perla proprietà di perdere questa alcalini-tà col calore. Si può esattamente deter-

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minarne la proporzione distillando invasi di vetro una quantità conosciutadi quest’ acqua ammoniacale, e metten-do nel recipiente un poco di acido i-drodorico allungato ; si continua la di-stillazione fino all’ evaporazione d’un ter-zo circa del liquido, e si evapora a dol-ce calore e fino a secchezza il prodottocontenuto nel recipiente . Il peso delresiduo dà la quantità di muriato d’am-moniaca formatosi, da cui si conoscequella del carbonato contenuto nell’ a-cqua.

Dopo aver indicati i mezzi che deb-bonsi usare per riconoscere la presenzadelle sostanze volatili che possono esserecontenute nell’ acqua e determinarne leproporzioni, ci resta a dire come si per-venga a isolare i diversi prodotti fissiche una medesima acqua può tenere indissoluzione. Il saggio coi reattivi devesoprattutto precedere 1’ analisi definiti-va, e solo dopo aver riconosciuta 1’ esi-stenza della più parte dei corpi che tro-vansi riuniti, si può stabilire la via daseguirsi. Ricorderemo i saggi principalida farsi.

Tra gli acidi che vennero trovati al-lo stalo di libertà nelle acque naturali,si citano gli acidi solforico e borico ;questo si riconosce prontamente per lasua proprietà di cristallizzarsi in piccolepagliette micacee col raffreddamento delliquido concentrato. Riguardo all’ acidosolforico, esso manifesta nn’ acidità sìdistinta, che questa sola proprietà bastaa farlo manifestare, soprattutto se siconcentra l’acqua che lo contiene. SIpuò assicurarsene più positivamente im-mergendo una carta nel liquido e sot-tomettendola all’ azione del calore ; sivede la carta passare allo stato di car-bone a misura che 1’ acqua si evapora.

La soda è la sola base che siasi tro-vata allo stato libero in alcune acque;