i§8 Acqua
sembra di’ essa faciliti la dissoluzionedelle materie organiche ; ma la sua pre-senza esclude i sali a basi terrose o me-talliche, eccettuala qualche piccola quan-tità di carbonato di calce o di magnesia.Le acque che contengono quest’ alcalihanno la proprietà di far verde lo sci-roppo di viole, e di ripristinare il colo-re del tornasole reso rosso ; esse con-servano questa proprietà anche dopouna lunga ebullizione, il che non ac-coderebbe, come abbiamo osservato, se1’ alcalinità dipendesse dal carbonato diammoniaca. Si può d’ altronde sepa-rarne la soda, sia caustica o sotto car-bonata , protraendo l’evaporazione asecchezza, e in vasi chiusi. Se la sodaè caustica, la si discioglie coll’ alcole, ela si riconosce dalla sua grande causticitàe dal modo con cui si comporta all’ aria,assorbendo essa l’acido carbonico perridursi in sotto carbonato bianco e cri-stallizzato. Se la si satura coll’ acidosolforico, forma il solfato di soda ( sa-le di Glauber ) sempre facile a rico-noscersi, pei suoi prismi striati ed efflo-rescenti.
Parlando delle combinazioni saline,che sono le più numerose, è facile di-stinguerle fra loro col mezzo dei reatti-vi,‘soprattutto quelle le cui basi sonoinsolubili.
Dopo essersi assicurati coll’ ebulli-zione che un’ acqua non contiene sot-to-carbonati terrosi o metallici, o do-po averneli separati se ne conteneva, sicerca riconoscere quali siano gli acidieh’ entrano nella composizione dei saliche restano ; a tale oggetto si versanoprima in una piccola quantità di que-st’ acqua alcune gocce di soluzione diun sale baritico qualunque, oppure dibarite ; se si forma immediatamente unprecipitato bianco assai diviso e insolu-bile in un eccesso di acido nitrico o mu-
Acqita
riatico puri, ciò dinota evidentementela presenza d’ un solfato, supponendoche siasi dimostrato, coi mezzi sopra in-dicati, che quest’ acqua non contenga a-cido solforico libero.
Si ha la certezza ch’esiste un cloruroo un idroclorato, tutte le volte che ilnitrato d’argento produce nell’ acquasottomessa all’ esame, un precipitatobianco grumoso, sul quale l’acido nitri-co puro non agisce, ma che viene di-sciolto perfettamente dall’ ammoniaca ;si può giudicare approssimativamentedella proporzione di questi sali dal vo-lume del precipitato che si produce.
Noi non possediamo alcun reattivo ca-pace di scoprire anticipatamente la pre-senza dell’ acido nitrico in combinazio-ne, poiché tutti i nitrati conosciuti sa-no solubili, e non si può scoprire 1’ e-sistenza di quest’ acido che dietro 1’ e-same del residuo dell’ evaporazione. Sicomincia dall’ assicurarsi se questo resi-duo si comporta sui carboni ardenti co-me fa il nitro, poi se ne introduce unacerta quantità in una piccola storta ta-bulata, alla quale si adatta un matrac-cio a collo lungo; si versa una quantitàbastante di acido solforico su questo re-siduo leggermente umettato, e si distillaad un calore moderato in modo da nonevaporare lo stesso acido solforico ; sisatura il prodotto della distillazione col-la potassa, si evapora, si fa cristallizza-re, e il peso del nitro ottenuto indica,dietro 1’ analisi conosciuta di questo sa-le, la quantità di acido nitrico contenu-ta nell’ acqua esaminata.
Riguardo ai carbonati a basi terroseo metalliche, dicemmo che non eranotenuti in soluzione che mediante un ec-cesso di acido carbonico, e che la ebul-lizione determinava la loro separazione:una volta isolati, diviene facile ricono-scere la loro natura coi mezzi seguenti.