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Tomo I.
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Acqua

Tra le basì, ugualmente che tra gliacidi, non si possono riconoscere chequelle capaci di formare combinazioniinsolubilissime. La calce e la magnesiasono di questo numero ; ma non si puòdimostrare nella stessa maniera la pre-senza della potassa e della soda, che in-,contransi frequentemente nelle acqueminerali; è d’uopo necessariamente,perriconoscerle, ottenere i sali di cui fannoparte.

L’ acido ossalico e gli ossalati solubilidanno sull’ istante nelle acque che con-tengono un sale calcareo qualunque, unprecipitato granelloso bianco finissimo,che resta lungo tempo in sospensione.

I sali di magnesia non sono così fàci-li a determinarsi come i precedenti, per-chè d’ una parte sono suscettibili di u-nirsi ad altri sali e formare sali doppiabbastanza solubili per non manifestarsiin un liquido molto diluito, e dall’altrocanto varie combinazioni insolubili dellamagnesia ne hanno di analoghe ugual-mente insolubili colla calce, per cui èmolto difficile distinguere le due basi1’ una dall’ altra. Ecco nondimeno co-me vi si perviene ; si versa nell’ acquache vuoisi assaggiare, separata dai car-bonati insolubili che poteva contenere,una soluzione di carbonato saturato dipotassa ; la calce che potrebbe restarenel liquido, trovasi precipitata allo statodi carbonato, mentre la magnesia è ri-tenuta in soluzione. Si feltra, si sotto-mette all’ ebullizione ; il carbonato dimagnesia si decompone e passa allo sta-to di sotto-carbonato, eh’ è insolubile, ein conseguenza si precipita.

Quando 1’ ammoniaca è allo stato sa-lino, per renderla palese, bisogna sva-porare a secchezza una porzione del-1 acqua in cui la si sospetta, e macina-re il residuo che si ottiene, con un po-co di potassa, di soda o di calce causli-

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ca ; allora essa si supaTa e si manifestapel suo odore. Si ammette generalmenteche nelle acque minerali ferruginose ilmetallo vi esista o allo stato di carbo-nato ritenuto in soluzione da un eccessodi acido carbonico, oppure allo stato disolfato. Nel primo caso si può, come pelcarbonato di calce, precipitare il carbo-nato di ferro col mezzo dell’ebullizione.Se, al contrario, il sale resta disciollodopo una lunga ebullizione, cioè se l'a-cqua continua a indicare coi reattivi lapresenza del ferro, si conchiude che que-sto metallo è necessariamente allo statodi solfato. Nondimeno risulterebbe da re-centi osservazioni di Longchamp, che ilferro che si precipita da certe acque colmezzo dell’ebullizione, non siavi necessa-riamente contenuto allo stato di car-bonato ; e Yauquelin dimostrò d’al-tro canto, che l’idrogeno solforato po-teva ritenere del ferro in dissoluzione,e che allora questo metallo non ricono-scevasi con nessun reattivo : l’acquaminerale che gli presentò questo carat-tere lasciava deporre, nelle bottiglie chela rinchiudevano, un sedimento nero as-sai abbondante.

Dopo tutti questi esperimenti propriia far riconoscere la presenza della piùparte dei corpi che possono trovarsi inuna medesima acqua, resta a isolarli gliuni dagli altri a determinarne la quanti-tà rispettiva . Già abbiamo indicato itmetodo da seguirsi per le sostanze vola-tili ; non ci resta che a parlarne riguar-do ai prodotti fissi. Si ottengono primacollettivamente colla sola evaporazionedell’ acqua ; ma quest’ operazione quan-tunque semplice esige molte cure. Pri-mieramente non debbonsi adoperare atale oggetto che vasi a superficie polite einalterabili, come sono quelli di platino,d’argento o di porcellana-, altrimenti po-trebbe accadere di non poter ricupera-