AcQtM !
sia composto d’ idroclorati di calce dimagnesia e di soda, di nitrati di calce edi magnesia. Ecco il metodo proposto daThenard. Si torna a sciogliere prima nel-l’acqua una quantità conosciuta di questisali, poi si versa nella soluzione del sot-tocarbonato di ammoniaca in eccesso ; isali calcarei e quelli di magnesia sono de-composti. Si feltra per raccogliere il car-bonato di calce precipitatosi; si lava dili-gentemente, si disecca e si pesa il carbo-nato per dedurne il peso della calce.D’altra parte si evapora la dissoluzionea secchezza , e si calcina il residuo; isali a base di ammoniaca si volatilizza-no, e non resta nel crogiuolo che muria-te di soda e magnesia caustica. Si ri-discioglie nell’acqua, c disciolto il saimarino si feltra per separarne la magne-sia, poi si evapora a fine di ottenere ilsale. Non resta più che trovare le pro-porzioni dell’ acido nitrico e muriaticoche restano uniti colle due basi isolate.A tale oggetto, si fa disciorre nell’acquaun’altra porzione dello stesso residuo, evi si versa del nitrato d’argento leggier-mente in eccesso. Si riunisce sopra unfeltro il precipitato di cloruro d’argentoche si produce ; e quando è perfetta-mente secco si pesa, dietro la cui com-posizione si determina la quantità di aci-do idroclorico eh’ esso ruppresenta ; sisottrae da questa quantità quella che ap-partiene alla porzione di muriate di so-da raccolto. Il rimanente era necessaria-mente combinato alla calce e alla magne-sia, di cui si conosce già la proporzione ;ma noi abbiamo supposto anche 1’ esi-stenza dei nitrati di calce e di magnesia.Perciò devesi trovare un eccesso di que-ste basi rapporto alla quantità di acidoidroclorico, e la diflerenza appartiene ne-cessariamente ai nitrati. Si potrà dunquededurre, dietro la decomposizione cono-sciuta di questi sali, la quantità di acido
Acqua aor
nitrico ch'era seco loro combinato. Sa-rebbe d’altronde possibile di ottenerlodirettamente facendo bollire, come pro-pose Cbcvrenl, un peso determinato delresiduo alcolico diluito nell’acqua cu-llilo ad una quantità bastante di fosfatod’argento, sostenendo 1’ ebollizione fin-ché non resti più idroclorato nel liqui-do. Si feltra, si concentra, poi si compiel’operazione nella maniera sopraindicataper assicurarsi della presenza dei nitrati.Con ciò ottiensi da «ina parto il peso de-gli acidi, dall’altra quello delle basi; manon si saprebbe assegnare in una manie-ra precisa 1’ ordine con cui sono unitiquesti corpi.
Non abbiamo fatto menzione nell’ar-ticolo precedente che delle sostanze fissesolubili nell’alcole; ci resta a trattaredi quelle che non vengono da esso intac-cate ; queste sono numerosissime ; se nepossono supporre almeno quindici, le qua-li a dir vero non s’incontrano giammaitutte ad un tratto, eri alcune si trovanoriunite più spesso delle altre. Non è me-no difficile per queste di offiire un me-todo generale di analisi. Tuttavia quelloche si segue più spesso è il seguente.Si discioglie nell’acqua bollente tuttoquello che non è stalo disciolto dall’ al-cole, e si ottiene un nuovo residuo sulquale ritorneremo. Si feltra la soluzione,si evapora fino a secchezza. Indi si trat-ta coll’acqua fredda, la quale ridiscioglietutti i sali eccettuato il solfato di calceche vi si potesse trovare; lo si separadiligentemente, e se ne determina il pe-so. Se ammettiamo clic oltre questo sa-le si trovino solfato di soda o di ma-gnesia, o salo marino, si evaporerà nuo-vamente a secchezza, e si tratterrà il re-siduo a diverse riprese con alcole ao, 8^5, che discioglierà soltanto il saimarino. Questa soluzione sarà messa aparte per essere evaporala , e si riprcn-■ifì