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derà coll’accpia stillata il residuo delle lo-zioni alcoliche , poi si dividerà in dueporzioni uguali questa nuova dissoluzio-ne acquosa. Nella prima metà si ver-serà idroclorato di barite, e nell’ altracarbonato di soda : con questo mezzo siotterranno due precipitati, 1’ uno di sol-fato di barite, il cui peso farà conoscereJa proporzione dell’acido solforico com-binato alla soda e alla magnesia; e l’altrosarà formato di carbonato di magnesia ,che, lavato, diseccato e calcinato, darà laquantità di questa base, c in conseguen-za quella del suo solfato.
Relativamente alla porzione del resi-duo alcolico che non venne attaccatodall’ acqua bollente, è questo compostoal solito di silice e di ossidi metallici. Sitratta il tutto coll’acido muriatico ; la si-lice rimane sola; si separano poi gli os-sidi contenuti nella soluzione coi mezziconosciuti.
Ci limiteremo a questo semplicissimoesempio, senza dubbio assai insufficien-te ; ina sarebbe superflua una maggiorcura di complicare e moltiplicare gli e-Sempi. Le acque minerali sono tanto nu-merose, e sì varia n’ è la composizione,che qualunque supposizione volesse far-si si arriverebbe assai di rado ad un ca-so precisamente simile a quello di cuipotesse il lettore aver bisogno. Io diròlors’ anche essere più nocivo che utile,nello stato attuale, lo stabilire sopra ciòmetodi generali (a) . Questi debbonopiuttosto nascere dalle circostanze me-desime o dall’ ingegno dell’ operatoreche dall’ empirismo. Ma vedesi infattitutto dì quegli che ha potuto aprirsi unanuova via, arrivare a risultati fin allo-
(«) Si può consultare utilmente unaeccellente memoria di John Murray, sul-i analisi delle acque minerali, inserita nelfi°- volume degli Annales de Chini, et deChjrsiq. pag. l5<).
Acqua
ra impreveduti. D’altronde, siamo an-cora troppo lontani dalla verità in que-ste genere di ricerche per poterne fis-sare le basi ; e lo dimostrano in unamaniera troppo evidente, alcune analisimoderne. Continuamente i nostri istru-menti si perfezionano e i nostri mezzisi accrescono ; quindi tutto noi dobbia-mo sperare dalle nuove investigazioniche non si lascia di intraprendere suquest’importante soggetto. Spetta ai pro-fessori della scienza scavare gli ultimi fi-loni di questa preziosa miniera, da cuideve ancora risultare una moltitudi-ne di utili e nuove verità. Ad essi toc-ca offrire, con analisi più rigorose, laspiegazione plausibile di certi fenomeniche presentano alcune acque minerali,fenomeni che ugualmente interessano laChimica, la Geologia e la Medicina.Piucchè progrediamo, ci è meno per-messo di prestar fede alla più parte del-le analisi eseguite finora. Una sorta direvisione generale diviene dunque in-dispensabile per offrire dati più preci-si sulla composizione di queste acque,e non esporsi, come si usa talvolta, aoffrire grossolane imitazioni. Non avreb-besi dovuto, prima di comporre arlifizial-mente le acque minerali, cercare di me-glio conoscerle ? Crediamo copiare fe-delmente le opere della natura, e i no-stri sforzi riescono spesso impotenti, enon servono che a manifestare la nostraignoranza.
Tntlavolta non bisogna smarrire ileo-raggio, c se uno dei nostri più celebri a-nalizzatori, Vauquelin, ebbe ragione do-po avere scoperto la nuova sostanza or-ganica contenuta nelle acque di Vichy,di dire che siamo tentati a sorridere dipietà paragonando 1’ opera del creatorecolle infedeli noslre copie, speriamo tut-tavia che presto o lardi uomini d'inge-gno arriveranno a scoprire nuori segreti,