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Tomo I.
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Aderenza

* ADDOBBO, presso i concia-pelli

vale MORTAIO.

* ADDOPPIARE. E' T operazione diunire due o più fili semplici e farne unsolo, per dargli maggior forza. Si torconoaffine che non si separino ( V. innaspa-re, torcere, mulinello). Quindi dicesiaddoppialojo F isfrumento usato per dop-piare le fila della seta, il quale non è cheuna specie di mulinello. E chiamasi ad-doppiatore od addoppiatrice, quegli oquella che addoppia sull’ arcolaio la la-na, la seta, ec.

* ADDOPPIATE, parlandosi di gem-me, vale soprapposte, formate di duepezzi.

ADDOPPIATO JO. Macchina che ser-ve a sostenero i rocchetti od i fusi su cuidipannasi la seta o il filo che vuoisi ad-doppiarlo.

** Le sue parti sono : il cavalletto, larocchella, il cappellone di bronzo edil barbino di vetro. ( V. queste paro-le ). * (L.)

ADERENZA, ADESIONE. E'iaresi-stenza che si dee vincere per separaredue corpi che si toccano, oppure, a me-glio dire, la forza che produce questa resi-stenza. Quando applicansi l’una contro1’ altra due superficie della stessa curva,ed abbastanza liscie onde possano toc-carsi in un gran numero di punti, acca-de bene spesso che queste pajono toc-carsi, e nulla meno non si toccano deltutto ; lo strato d’ aria che rimane fraloro, per quanto sottile egli sia, bastaper tenerle distanti, ed impedirne il ve-ro contatto ; fino a che questo non èscacciato, le superficie non si uniscono ,non si attaccano fra loro, nè abbisognaverun sforzo per separarle: non havviadesione perchè non v’ ha contatto. Mase fassi uscire quest’ aria con un mezzoqualunque, o bagnando la superficie conalcune goccie di liquido o facendole scor-

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rere in varie direzioni con una leggerapressione, allora acquistano esse un con-tatto più o meno intimo fra loro, nè sipossono più separarle, nè obbliquamen-te, nè perpendicolarmente senza supera-re una resistenza più o meno forte. Seoperasi nell’ aria, questa resistenza com-ponesi di due parti, l’una dovuta allapressione atmosferica, e della quale è fa-cile trovar la misura ( V. atmosfera ) ,l’altra ad una azione particolare dellesuperficie che si toccano, ed è questache chiamasi aderenza.

Si vede : i.° che il mezzo di pro-durre 1’ adesione fra due corpi, è quellodi stabilire fra loro un contatto immedia-to ; 2 ° che perle stesse sostanze, allamedesima temperatura, essa è propor-zionale all’ estensione del contatto , edanzi all’ estensione delle superficie to-tali, supponendo queste ugualmente pu-lite e combacianti; 3.° che in una stessaestensione di contatto cangia, seeondole varie sostanze, senza che finora si pos-sa determinare la cagione di tale diffe-renza, nè stabilirne la misura.

Questi principi bastano per analizzarei metodi delle arti che fbndansi sull’ade-sione, e spiegare minutamente le varieoperazioni e cautele che ne assicurano labuona Riuscita.

Diverse sono le circostanze da esa-minarsi.

Se due corpi solidi devono conserva-re una gran grossezza, giungesi ad unirli1’ uno con 1’ altro per adesione, dandoalle loro superficie la politura più per-fetta, e bagnandoli per ricacciar 1’ aria ;soltanto deesi aver cura di scegliere unliquido che non ossidi i corpi, non gliintacchi, e non abbia una grande ten-denza a svaporarsi o decomporsi. Cosìnel pendolo di Borda, per attaccare lapalla di platino senza farle perdere la suasfericità, applicasi sopra di essa una ber-