aaG Arroscopo
j 5 maggio 18a4 annunziato come nuova <invenzione nei fogli della Nuova York . Es- iso è semplicissimo, c consiste in un tubodi vetro di otto lineo di diametro, e die- <ci pollici di lunghezza , la cui estremitàsuperiore è coperta da una pelle traforata ida piccoli buchi, e nel quale si sono poste •due onde di spirito di vino,due dramme di initro puro ( nitrato di potassa ), e mez- <za dramma di cloruro d’ammoniaca, jQuando le materie solide restano nel ;fondo, si ha per indizio che il tempo de- 1v’ esser bello ; se si vedranno alcune par-ti solide in moto , ed il liquido restarne ifin po’ intorbidato, avrassi per segno di ■pioggia vicina ; che se tutta la mate- 'ria solida , abbandonando il fondo del Ivaso , innalzei assi alla superficie del li- <«piove e faravvi come una crosta, mi- ]naccerà la venuta di oragano, o tem- :pesta. Questi segni si osserveranno fi- 1no a/f ore prima del temporale, e si pre- itende anco che le particelle solide le- ]Vandosi, si portino sempre in maggiorcopia dal lato opposto alla direzione delvòntò che dovrà recar la burrasca. Que- .sii segnali se non sono del tutto veri, losono in qualche parte. Ca«let farmacistadi Parigi ebbe occasione «li esaminareuà aeroscopo, del quale fa uso la marinainglese da lungo tempo ; pare che la com-posizione del liquido in esso contenutosia diversa da quella che abbiamo indi-cata, avendolo lo stesso Cadet ritrovatocomposto «li una soluzione acquosa di34 grani ili solfato acido d'allumina, sul-la quale crasi versato Falconi che teneva}ù soluzione j io grani di canfora.
Si possono vedere nel giornale di far-macia di Parigi del mese di agosto. 181 5varj esperimenti eseguiti dal Cadet con«presto istromento.dai quali sembra risul-tare che poco si possa contar sullo sueindicazioni come pronostici, e che il calo-re e la luce esercitino un’influenza gran-
Aoroststo
dissima sui fenomeni di questo istrumen-to. (G. M.)
AEROSTATO. (Da# 'tip, xepò i «aria,e tarrtipu, stare).
Di tutte le esperienze fatte nei tempimoderni, quella che cagionò più sorpre-sa, fu la ascensione dei palloni aerostati-ci, e l’intrepidità di quegli uomini cheosarono, slanciandosi nelle legioni supe-riori, navigare frammezzo a quello spa-zio, che poco prima ritenevasi essere ilvuoto assoluto.
** Fino dal 1670 il padre Lana , inmezzo alla quiete claustrale^ andava me-ditando voli arditi per l’aria, nè medita-vali già da facitore insensato di veramen-te aerei progetti, ma con tal senno e giu-stezza di viste , che se ne avesse intra-preso l’esperimento, o sarebbe forse riu-scito ad ottenere il suo intento, o non sene avrebbe dovuto incolpare clic la diffi-coltà che vi era in allora di eseguire certilavori e la scarsezza delle chimiche co-gnizioni sui gas. In fatto , nella sua o-pera, intitolata Prodromo ovvero Sag-gio di alcune invenzioni nuove , ec. alcapo sesto, che tratta «li fabbricare unanave che cammini sostentata dall' aria aremi ed a vele , quale si dimostra poterriuscire nella pratica; si trovano indi-cate tutte le basi che hanno poi servilodi fondamento a Montgolfier ed a tantialtri. Yi si trova l’idea di salire col mez-zo di uno o più palloni resi molto piùleggieri dell’aria; vi si trova calcolala laforza che questi potranno sostenere, ilpeso «lei loro inviluppo, e la forza eleva-trice che avranno ; si trova accennata ladiminuzione di celerità nell’ ascendereche dovea provare il pallone , attesa lfi1 minor densità degli strati superiori del-
■ 1 ’ atmosfera. Insegnasi il modo < 1 ’ impe-: dire che il pallone s’innalzi «li troppo- caricando la buchetta sottoposta di za-
■ vorrà, si suggeriste «li gettarne una