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Tomo I.
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Aerostato

parte quando vogliasi salir maggiormen-te , e v’ha perfino l’idea di aprire unacomunicazione coll’aria esterna affine direndere il pallone più pesante quan-do si vuole discendere. Se si pensi al co-raggio, e la sicurezza che conveniva avereper immaginar tutto questo 160'anni so-no, non si potrà a meno di non istnpir-si della chiarezza d’idee di un tal uomo,cui forse non mancò che un differentestato di vita per calcare quell’aria di cuitracciò altrui la strada, e non si negherà(a meno che uno Spirito di partito ilpiù forte non affascini la mente) doversilui, a buon diritto, chiamare f inventoredei palloni aerostatici.

Se la prima idea e l’invenzione de-vesl, come crediamo aver dimostrato, adun Italiano, fu pure un altro Italiano chepuò vantarsi rii aver innalzato il primopallone aerostatico, e tanto più è consi-derevole questo fatto, quanto ebbe luogodue anni prima di quello di Montgolfier,e il pallone era pieno di gas idrogenocome poscia venne generalmente adot-tato. Questo esperimento fu eseguito nel1781 dal nostro Cavallo a Londra , conun pallone di carta di 3 a 4 piedi di dia-metro, coperto poi di pelli e d’intestini,ed il fatto viene riferito da Broussonetnaturalista che ne fu testimonio oculare.

Se queste ragioni accordano agl’ Ita-liani l’onore della prima scoperta edesecuzione di questo importante ritrova-mento , non tolgono però a Montgolfieril merito di aver, il primo, richiamato1’ attenzione generale su questo oggetto,con prove più estese , e forse più accu-rate ; ma solo tendono a far che abbialuogo quel fondamento della giustizia ,tante volte trascurato pei parti dell’inge-gno : unicuique Iribuere snum * ( G. M. )

Da un anno (nel 1782) Montgolfier e-vasi assicurato, con esperimenti preeisi,della possibilità d’innalzare palloni nell’a-

Aerostato a a y

ria: il 5 giugno 17 83 ,nella città d’Annornai, fece egli innalzare il primo aerostatoalla presenza di una numerosa assemblea,cui quésta bella esperienza riempì di stu-poré. L’inviluppo, del peso di 5 oo lib-bre, avevà la forma’d’un globo quasi sferi-co di 35 piedi d’altezza, e no di circon-ferenza , della capacità di 22000 pie-di cubici : era di tela foderata di car-ta ; alla parte inferiore, vi si aveva la-sciato una grande apertura, sotto cui era-si acceso un fuoco assai vivo di pagliasul quale gettavansi bioccoli di lana.L’aria dilatata, che alzavasi con fòrzanell’interno del pallone, Io gonfiò benpresto, e quando giunse alla temperatu-ra «li circo 70' Reaumur, trovossi ridottoad una leggerezzu specifico sufficiente ,relativamente a quella dell’ atmosfera , elasciato libero slanciossi nelle alte regio-ni dell’aria.

Appena questa maravigliosa esperienzafu conosciuta, tutti i fisici vollero ripeter-la ; ignoravano eglino il mezzo di cuiMontgolfier si era valso a fine d’innalzare,quasi per incantesimo, un peso tanto con-siderabile. Charles ebbe la bella idea dirinchiudere in un inviluppo leggiero- ungas molto meno pesante dell’ aria, e scel-se fra quelli il meno denso , che puossid’altronde oitenere senza grandi spese,l’ idrogeno , detto anche aria iiifiamma-bile , che è j 5 volte più leggero del flui-do che ci circonda. Fece costruire un in-viluppo sferico di taffettà, reso impermea-bile con varj strati d’una dissoluzione digomma elastica nell'essenza di trementi-na ed olio diseccante, caldi. Il diametrodel globo non era che di 12 piedi, e lasua capacità di 94^ pi® cubici; l’esperi-mento venne eseguito il 27 agosto 1783con ottima riuscita nel campo di Marteal cospetto d’immensa assemblea cui lacuriosità aveva radunata.

Montgolfier venne a Yersailles, fece