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costruire, un pallone di 5 7 piedi d’al-tezza e if« di diametro, che conteneva07000 piè cubici; questa sferoide eradi grossa tela foderata di carta, e il 19settembre in presenza della corte realeinnalzò 1 ’ enorme inviluppo . Era invero ammirabile e portentoso , vedereuna tela, che potea servile di tappeto,gonfiarsi gradatamente pctr una cagioneinvisibile, e presentare in 7 ninnili, agliocchi di 1 5 o mila spettatóri, un globodi maestosa grandezza che da sè stessoinnalzossi tranquillamente all’altezza di3 oo tese, e quando si rifletteva che unfenomeno tanfo stupendo dovevasi allaCombustione di 5 o libbre di paglia e 5libbre di polve di'lana, la sorpresa eravieppiù accresciuta.
Già i fisici conghietturavano che avreb-bero potuto traversare l’aria senza ri-schio , e recarsi nelle alte regioni dell’a-tmosfera, a tentare nuovo genere di e-sperimenti. Questa idea verificossi benpresto. Nell’ ottobre seguente, Montgol-fier fece innalzare nel sobborgo Saint’-Antoine, e cogli stessi suoi metodi, unaerostato di 70 piedi d’altezza e l\Q didiametro , il quale aveva la capacitàdi 60000 piè cubici. Questo pallone so-steneva una navicella di vinchi, sospesacon corde : la parte inferiore del globoera aperta, per servire di passaggio al-l’aria dilatata dal calore; un vasto bra-giere di Gl di ferro eravi attaccato concatene. Pilatre des Rosiers, e d’Arlandescollocaronsi nella barchetta, ed alimenta-rono il fuoco che manteneva la dilatazio-ne dell’ aria interna. Questa macchina delpeso di oltre 1600 libbre, s’innalzò piùVolte a a, e 5 oo piedi d’altezza, ritenutada corde.
Bisognava tentare esperimento più pe-riglioso, e lanciarsi, col pallone in balìadi sè stesso, nel vasto campo delle aereeregioni. Il ai novembre 1783 gli stessi
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fisici osarono tentare tale audace intra-*presa. Quest’intrepidi navigatori partiro-no «lai castello de la Muette al boschettodi Boulogne , s’innalzarono 5 oo tese,e discesero più di due leghe distanti dalluogo della partenza, dopo aver traver-sato tutto Parigi attonito di questo viag-gio straordinario, che aveva durato sol-tanto 17 minuti.
Ad onta del buon esito da cui fu co-ronata questa esperienza, si riconobbeben presto quanti pericoli essa presen-tasse ; non solo 1’ aeronauta imbarcava-si con una quantità di combustibili chenon bisogna gettare sul fuoco clic a pocoa poco, ma era a temersi che le fiammenon s’appiccassero al magazzino, o al-l’inviluppo, lo incendiassero in mezzo al-1’ aria, e forse non lasciassero caderequalche pezzo infiammato sui granaj esugli edifizj. D’ altronde i navigatori, oc-cupati di continuo ad alimentare il fuo-co, non potevano abbandonarsi alle ri-cerche fisiche che lasciavano sperare que-ste ascensioni ; il peso del combustibiledi cui convenia provvedersi per que-sto viaggio, e la poca differenza del pesospecifico dell’ aria dilatata, paragonata aquello dell’ atmosfera, non permetteva-no arrivare a grandi altezze. Si conobbeallora quanti vantaggi dovea presentare1’ uso.del gas idrogeno per la sua leg-gerezza, la facilità di produrlo, e rin-chiuderlo, di arrestarne, od affrettarne laperdita in mezzo all’ aria, e si prevideche la brillante scoperta di Montgolfier (a)non renderebbe tutt’. i servigi sperati,che unendovi l’altra di Charles, il cuinome è associato a quello del primo inquesta bella epoca della fisica.
Il i.° dicembre 1783 Charles e Ro-bert s’innalzarono a pallone perduto,nel
(a) Vedi piu indietro pag. 3à6JÌ questo vo*'lume. ( I traduttori )♦