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Tomo I.
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q5o Arrostato

altezza che «orpassa tutte quelle cui l’uo-mo abiti a potuto giunger (inora.

Esporremo adesso i principj della co-struzione degli aerostati, la maniera diriempirli di gas, c le cautele che non sidevono mai trascurare.

Nei palloni a gas idrogeno, l’aeronau-ta, una volta slanciato nelle alte regioni,non ha quasi veruna cura da prendersi, epuò abbandonarsi a tutte le ricerche fi-siche che si è proposto. E' munito di sac-elli di sabbia, che getta per alleggerirsiquaudo vuol giungere a grandi altezze ;se vuole discendere di nuovo, apre unauscita ad una piccola parte del gas chegonfia il pallone, per cui esso diviene piùpesante. A tale effetto si ha 1’ attenzionedi farvi, nell’ interno verso l’alto, unavalvula che si apre dall’alto al basso, eche una molla ajutata dalla forza elasti-ca del gas, tiene chiusa ; si può aprirequesta valvula tirando un cordone chepende nella barchetta.

Ea valvula ha principalmente per isco-po di impedire al pallone di gonfiarsi edestendersi eccessivamente. Si vede in fat-to che sarebbe pericoloso, gonfiare in-teramente il pallone lasciando la terra,mentre a misura che si va innalzandogli strati atmosferici essendo meno den-si, il gas dell’aerostato acquista maggio-re espansione per l’eccesso della sua fòr-za elastica, e succederebbe infallibilmentelo scoppio se non si moderasse questa a-zione prepotente. Allora l’aeronauta tro-va la sua salvezza nella valvula, l’apre o-gni qual volta vede che il globo è deltutto pieno, affine di perdere un poco digas. Biot raccomanda quindi assicurarsiben bene della aggiustatezza della val-vula, della solidità del cordone che la fachiudere ed aprire, ed anzi per mag-gior sicurezza, munirla di due cordo-ni. Perdendo il gas l’aerostato si gon-fia nello stesso tempo che discende in

Aerostato

Un’aria più densa, cagioni che insiemesi accordano ad impedir l’esplosione.

Prevenuti di siffatto pericolo, non sipuò a meno di rabbrividire leggendo larelazione del primo viaggio di Blan-chard ; il suo pallone compiutamen-te gonfio di gas, s’innalza con maestà,e l’imprudente aeronauta, poco istrui-to delle leggi della fìsica, non sospet-ta neppure il rischio che gli sovrasta ;si compiace della sua industria, ed am-mira quello che deve indubitatamente ca-gionar la sua perdita. Le pareti sono giàtese con forza, e il pallone stà per Scop-piare .Ma Blanchard attoni-

to, per la solitudine ed il silenzio che Iocirconda in mezzo al vasto campo dell’a-ria, è atterrito da quello che pur nonoffre alcun rischio, ed il suo terrore losalva ; egli'anela discendere ed apre lavalvula !

Le cautele da prendersi alla partenzasi riducono, come si vede, a non gonfia-re 1’ aerostato che pei tre quarti e preci-samente della quantità occorrente persollevare la barchetta e il suo carico.Questa forza di ascensione, ,di cui ci ap-prestiamo a calcolare, e prevedere la in-tensità, dev’ essere molto debole ; misu-rasi essa con una stadera; prendesi uripeso per zavorra, tanto grande che ridu-ca questa forza ad un chilogrammo. Amano a mano che 1’ aerostato ascenderà,il gas interiore si dilaterà, per equilibrar-si colla forza espansiva dell’ aria esternache scema sempre più. E' vero che que-st’ aria è più leggiera di quella delle re-gioni inferiori ; ma come il volume delpallone cresce precisamente altrettanto, ladiminuzione di densità dell’ aria trovasicompensata, e la forza ascensiva, in que-st’ aria più rarefatta, è all’ incirca la stes-sa che quella vicino al suolo.

La temperatura non produrrà neppuressa alcun effetto per opporsi all’ascesa»