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Tomo I.
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Aerostato

metro cubico d’aria di i3 ettogrammi)sarà5io,5i chilogrammi; l’idrogeno che ot-liensi in pratica rade volte pesa meno di'/, dell’aria comune ; il perchè sottraen-do il peso del gas idrogeno di chil. 63,81,avremo per forza clevatrice 44®?7° chil.Ora con lo stesso pallone empiendolo in-teramente d’aria riscaldata a 106 gradi deltermometro di Reaumur, e dilatata quin-di a due volte il suo volume, avremo :

Peso dei 523, m 60 d’aria

spostata ------ chil. 680,68

Peso dell’aria rarefatta cherimane nel pallone - - - - - 34o,34

Forza clevatrice - - - 340,34

ossia un solo quarto meno del gas i-drogeno.

Quanto alla seconda obbiezione delpericolo dell’ incendio non pare impossi-bile poter costruire il globo di materieincombustibili, come di tela di amianto(Y. questa parola), e forse anco di lami-ne sottili metalliche, tanto più se si con-sideri che i primi palloni innalzati daMontgolfier erano pesantissimi, e ched’altronde quand’anco ciò sforzasse adingrandire il volume del pallone, questouna volta costruito sarebbe di lunga du-rata, e servirebbe per moltissimi viaggi.Allora facile sarebbe il far sì che niunaparte annessa al pallone fosse combusti-bile, attaccando la barchetta con fili diferro o d’ottone.

Quanto alla 3. 79 ed alla 4- a obbiezioneappena si possono dirle tali, mentre pocaquantità di combustibile occorre, e puòtrovarsene un tale che tenga pochissimospazio; 1 occupazione poi dell’ aeronauta,quando le cose fossero bene disposte, sa-rebbe poca cosa, e facendosi quasi semprele ascensioni aerostatiche da due persone,1 una di queste che attendesse al fvio-

Aerostato aZy

co sarebbe più che sufficiente, e l’altrapotrebbe restare in pienissima libertà.

In ogni modo quanto dicemmo linqui,, non è già perchè vogliamo, pre-tenderci inventori di alcuna nuova. i-dea, ma soltanto perchè sia tolta quel-la fatale prevenzione dell’ impossibilitàdei viaggi regolari aerostatici, che fache nessuno osi più abbandonarsi a ri-cercarla ; e per dirigere gl’ ingegni a stu-diar il modo di viaggiare col vento , la-sciando a’ nostri discendenti, quando sa-ranno ben istruiti, dalla teoria e da unalunga pratica, in questa parte dell’ aero-nautica, il cercare il modo di andarsenea contraria delle correnti.

Alla parola aero-veliero vedremo unnuovo mezzo-ingegnoso di alzarsi nel-l’aria, e ne diremo francamente la nostraopinione. * (G. M.)

Sulla costruzione e direzione degli ae-rostati, e sull’arte dell’ areonauta si pos-sono consultare le opere di Fauias deSaint-Fond , le Enciclopedie Inglesi diBrewsler e di Reess , ed il PhilosophicalMagatine ; varie memorie di Ilènin eLuzarches negli annali delle A rii e Ma-,nifatlare, tomi XXIII e XLVI. .

Ora ci resta a parlare del paracadute .

I corpi di qualsivoglia densità postinel vuoto, cadono con la stessa velocitàaccelerata; ma la resistenza dell’aria op-ponesi a tale effetto, e vediamo le dill’e-renti sostanze cadere in tempi assai varjdalla medesima altezza. Restando i pesiuguali, questa resistenza diviene quadru-pla per una velocità doppia ; cresce cq-ime il quadralo delle velocità; d’onde ri—,sulta che se una massa cade da grandaaltezza, la resistenza vince alfine la forzadi gravità, la caduta cessa di accelerarsi,la velocità diviene uniforme, ed è quellache il peso trovasi allora aver acquistata.

La resistenza dell’ aria aumentasi an-eli’ essa con la superficie dei corpi ; se

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