Band 
Tomo I.
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Aetrtosoomo

Verificandosi, sarebbe, per molti riguardi,preferibile ai palloni aerostatici. La basedella sua idea è quella di far girare velo-cemente in senso inverso due alberi ver-ticali l 1 uno compenetrato nell’ altro, eportanti un certo numero di vele obbli-que all 1 orizzonte. Egli è chiaro che fan-no queste 1' effetto di una vite il cui ap-poggio fosse l’atmosfera, e che quandosi possa giungere a farle muovere conimmensa velocità, dando loro una su-perficie estesa, I 1 aria non potrà fuggirloro dinanzi così presto che esse non vitrovino sopra un appoggio, e tendanoad innalzarsi nell 1 aria. 11 sig. Sarti asse-risce risultargli, da esperimenti fatti conmacchinette mosse da molle, che la forzamotrice occorrente per innalzare un da-to peso sta a questo come 3 ad i, ossiache per alzare p. e. io libbre di peso neoccorrono 3o di forza. Quindi si com-prende che in tal caso tutto il problemaridurrebbesi a ritrovare una macchina chefosse molto leggera ed avesse molla for-za. Non ci fermeremo ad esaminare col-l’autore se sia possibile far uso a taleoggetto delle macchine a vapore attuali ,benché ci sembri che no ; ma diremo chedopo le macchine di Niepce ad aria ra-refatta, di Brunel a gas acido carbonico,c di Rrown a gas idrogeno, le quali, senon ebbero pieno effetto non furono pe-rò del tutto senza riuscita, la cosa deeritenersi possibilissima. L 1 economia cheoffrirebbe questo metodo, il vantaggiodi ascender più o meno, o discendere colrallentare il moto delle vele, non può ameno di farci desiderare che non si ab-bandoni almeno la speranza di effettuar-lo (G. M.).

AETBIOSCOriO. Islromento im-maginato da Leslie per esaminare le va-cazioni della temperatura dell 1 atmosfe-iaa ciclo sereno e nuvoloso. Esso è com-posto di un tubo di vetro terminato da

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due sfere nel quale havvi dell’acido sol-forico colorito; la sfera superiore è av-volta da un vaso metallico parabolico a-perto al dissopra, e chiuso con un coper-chio. Se si espone questo strumento al-l’aria aperta, poi levisi a un tratto il co-perchio, vi si fa sentire un 1 impressionedi freddo più o meno grande secondo lapurezza dell’ atmosfera. Lo strumento èancora poco noto, ed i suoi difetti fu-rono poco studiati.

* AFA. I coltivatori danno questo no-me allo stato sommamente asciutto del-1’ atmosfera, quando 1’ aria è diseccanteoltre modo, talché quasi tutte le pian-te appassiscono per eccessiva traspira-zione. Questa afa infierisce principal-mente sulla costa d’Affrica , ove in pochimomenti fa perire gli animali, e duran-do alcuni giorni distrugge anco le piante.Talvolta anco in Europa regna un’ ariaassai meno nocevole, ma pure al sommodiseccante ed asciutta. Il suo peggiore ef-fetto è quello che esercita sulle radici de-gli alberi appena sbarbicati; ve ne han-no di quelli pei quali pochi minuti diesposizione ad un’ aria tale basta a laidiperire; sono principalmente fra questi glialberi resinosi, come i pini, gli abeti, ec.Si rileva da ciò, quando si trapiantino glialberi in un tempo asciutto, ed in cui re-gni l’afa, quanto importi piantarli ap-pena sbarbicati, o, non potendolo, alme-no coprirne subito le radici con terra,pa-glia od altro. L’igrometro è il mezzo piùsicuro di misurarne la intensità. (G. M. )

* AFFANTOCCIARE. E' voce con-tadinesca che esprime il legare i tralci diuna vite o i ramoscelli d’ un piccolo al-bero tutti insieme a guisa di fantoccio.

* AFFETTARE. Un tempo presso iIanaj era il dare le pieghe ai panni, fog-gia che più non si usa. Quindi quest’o-perazione chiamavasi Affettatura.

AFFILARE. Quando uno strumento