Affinità'
fiarsi, otl allontanarsi gli uni dagli altri,di quello che a combinarsi con A C, o C,vale a dire, la coesione o la forza espan-siva di B sarà maggiore della loro affinitàper A C, ed.anco per C. Inconseguenzaessi si riuniranno, e formeranno un pre-cipitato, o si allontaneranno , e produr-ranno un fluido clastico da queste teoriene vengono i mezzi che impiegano i chi-mici per separare i principj costituenti daicorpi e determinarne la proporzione .Dato un composto A B , pongono incontatto con un corpo C , che si impa-dronisce di A e lascia libero B, come ab-biamo detto ; poscia mettono A C in con-tatto eon un altro corpo D, che si impa-dronisce di C e lascia libero A : in talguisa ottengono separati i corpi A e B,e li pesano, cosicché sanno quale quanti-tà di ognuno di questi corpi contenga ilcomposto A B. Questa operazione chia-masi analisi , e si dà il nome di sintesi aquella che è affatto opposta , e consistenel combinare gli elementi dei corpi. L’a-nalisi è quindi l’arte di scomporre i cor-pi, e la sintesi quella di ricomporli.
Ben intesi i fenomeni che provengonodall’ azione di un corpo sopra un com-posto di due altri, possiamo intendereugualmente bene quelli che nascono dal-1 azione d’un corpo sopra un compostoternario, oppure di due composti bina-rli l’uno sull’altro, od anche di compo-sti più complicali.
Se non vi fossero forze opposte all'af-limtà, si potrebbero combinare i corpidue a due, tre a tre, finalmente tutti in-sieme, cd una volta che fossero combina-ti, sarebbe impossibile separarli ; ma co-me ve ne hanno molte , ne segue essereassai ristretto il numero delle combinazio-ni.- queste forze hanno tale influenza chenon si conoscono quasi che composti bi-fiarj , ternarj e quaternari.
Sulla misura deWaffinità. L’affinità
Affinità 1 a/Jy
èssendo spésso modificata da Varie forze,che per lo più non si saprebbe come va-lutare, il misurarla deve essere estrema-mente difficile, per non dire impossibile.Berthollét però crede che si possa misu-rare quella d’un certo numero di corpi,principalmente degli acidi pegli alcali , ereciprocamente. Ecco su di che fondaquesta opinione . Quando combinasi unacido con un alcali in certe proporzioni,osservasi che le proprietà dell’ uno sononeutralizzate da quelle dell’ altro : oraquesta neutralizzazione, essendo l’effettoimmediato dell’ affinità di questi corpi,deve riguardarsi, secondo Berthollet , co-me la misura di questa affinità stessa ,lenendo conto delle quantità d’acido ed’alcali combinati. In conseguenza Ber-thollet stabilisce. che le affinità degli al-cali pegli acidi, o di questi per quellisieno proporzionali alla loro capacità disaturazione ; cioè che l’affinità d’ un al-cali per un acido stia in ragione dellaquantità d’acido che può neutralizzareuna quantità data di alcali, e reciproca-mente. ( V. Berzelius , t. I. )
Checché ne sia, è indubitato cheper lo più non si può che determina-re fra due o tre corpi quale di essi hamaggiore affinità per un altro. I mezziimpiegati a tal uopo variano. Se si trat-ta determinare l’ordine d’affinità d’ungas per una serie di corpi solidi coi qua-li questo gas può formare compostianch’essi fissi e solidi, lo si combinacon tutti questi corpi l’uno dopo l’altro,ed espongonsi successivamente all’azio-ne del fuoco tutti i composti che ne ri-sultano ; così facendo si allontanano lemolecole , e si arriva a condurne unagran parte fuori della loro sfera d’ attra-zione ; sicché queste si separano , ed ilgas il quale , in forza dell’ affinità , àveapartecipato della solidità del corpo concui erasi combinato, viene restituito in