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Tomo I.
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•2^8 AFFORCARE

i sta lo libero, e «i svolge. Ora è evidente,che i composti dei quali operasi in talmodo la decomposizione , sono formalid’elementi che hanno minore affinitàreciproca di quelli che non si decom-pongono ; giacché tutte le altre forze so-no sensibilmente le stesse ; ed è certo chequanto meno calore abbisognerà per o-perare la decomposizione, tanto minoresarà P affinità.

Generalmente si fa uso di metodi, piùo meno analoghi, onde cercare di stabi-lire P ordine di affinità d’un corpo qua-lunque per alcuni altri, sia qual si vogliala di lui forma; ma convien confessareche la necessità di tener conto di tuttele altre forze, oltre l'affinità, le quali pos-sono accelerare o ritardare l’azione deicorpi, rende quasi sempre difficilissima,è quasi impossibile la soluzione del pro-blema. La tvascuranza di queste forze fula cagione dei gravi errori commessi daGeofroy, Bergmann, ec. nelle tavole incui si presentano i corpi disposti per or-dine delle loro affinità. Queste tavole ,che non sono realmente che tavole didecomposizione , non sarebbero perciòmeno utili se fossero esatte , ma disgra-ziatamente noi sono sempre.

Prima di queste teorie di Berthollelriteneasi essersi varie sorta di affinità;l’una che toglieva ad un composto unaparte di esso , e chiama vasi affinità di-vellente : P altra che tendeva a tenere u-niti i composti, e dicevasi affinità quie-scente: queste riceveano ancora i nomidi affinità elettive. ( V. coesione, equi-valenti, atomi).

* AFFOGATO. In marineria dicesiaffogato il forte d’un bastimento quandoesso è sotto la superficie dell’acqua.

* AFFOGATI, diconsi in architetturaquei luoghi che hanno poca luce, sia perla piccolezza di pianta, sia per la sover-chia altezza.

Affamare

* AFFONDARE un vascello . Valefarlo perire forandolo nei lavori vivi permodo da farvi entrare tanta acqua ond’eisi sommerga. Dicesi pure che un vascelloaffonda quando per qualunque acciden-te vi si apre un tal foro che, non po-tendo estrarvisi l’acqua a misura che vientra, esso va al fondo.

* AFFORCARE. In marina vale get-tare una seconda àncora, quantunque vene sia già una prima, e siccome l’una get-tasi a diritta , e P altra a manca del va-scello, cosi le gomene presentano all’oc-chio una specie di forca. Serve l’afforca-re affine di resistere ai cattivi tempi, edanche contro il flusso e riflusso del ma-re. Dicesi afforcare alla vela quando,dopo gettata la prima àncora, non si pie-gano le vele, ma lasciasi camminare lanave fino al luogo ove gettasi la secondaancora d’afforco.

* AFFRANCARE la nave, dicono imarinai del vuotarne l’acqua entratavi,per modo che la quantità levata sia sem-pre maggiore di quella introdottasi, conche viensi ad impedire che la nave pertroppo peso affondi.

* AFFRICANO (marmo), è di gran-de durezza, macchiato d’un rosso bruno,con alcune vene di bianco sporco, e dicolore di carne, ed alcuni filetti d un ver-de carico e fosco.

* AFFRICO; Vento che spira fral’austro ed il zeffiro.

AFFUMARE; Accostumasi affumarealcuni commestibili, e diseccarli al fumoper conservarli. Ognuno sa che la car-ne affumata d’Amburgo è riputatissimadappertutto, e lo merita , giacché in ve-run luogo non la si affuma altrettantobene. Il metodo che s’impiega è moltoeconomico ed è assai raro che non vi siriesca perfettamente: scelgonsi fra i bovipiù grassi di Yutland e di Holstein, quelli• la cui carne destinasi ad essere fumata: