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Tomo I.
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259
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Ago

minciato balte un secondo colpo. Que-st’operazione dicesi marcare.

Un altro fanciullo prende questi agilimarcati, gli fora e dà loro forma, levan-do il piccolo pezzuolo d’acciajo che re-sta nella lor cruna : questo si fa con duetassi o dadi, l’uno di piombo 1’ altro diacciajo. Il fanciullo pone la testa dell’agosul primo dado, applica il punzone sulforo, ve l’introduce d’un colpo di mar-tello, e fa entrare nel piombo il piccolopezzettino d’ acciajo ; quindi porta oriz-zontalmente il punzone e 1’ ago, che que-sto traversa, sul dado d’acciajo, e con uncolpo di martello da ciascun lato fa pren-dere alla cruna la forma del punzone.Quest’operazione e la precedente si fan-no più presto che non si possono descri-vere ; i fanciulli, cui sono affidale, sono sidestri, che è per essi un vero giuoco fo-rare con un punzone il capello più finoe farlo attraversare da un altro capello;quest’ è il saggio della destrezza che dan-no ai curiosi che visitano le officine.

L ’incavature prende quindi gli aghiper farvi la scanalatura longitudinale erotondarne la testa ; per ciò ponel’ago in una tanaglia a fi eno ( fig. 14 )per modo che la cruna corrisponda alpiano di essa; quindi appoggia la testadell’ ago in un incavo angolare fatto inun pezzo di legno attaccato al suo ban-co in modo che la cruna dell’ ago sia col-locata verticalmente ; prende poscia unalima, che ha la stessa forma d’un coltellac-cio da beccajo, tagliata a sega sul suo ta-glio, ne appoggia i! fianco sul legno ed indue colpi scava l’intaglio longitudinale;gira 1 ago sovra sè stesso e fa la mede-sima operazione dell’altra parte. Con unalima piana e dolce ne rotonda la testa, poiapre il freno o scorsojo della tanaglia,getta 1 ago sul banco e ne colloca un al-tro in suo luogo per farvi la stessa ope-razione.

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Questo lavoro, che si eseguisce conmolta celerità ad Aix-la-Chapelle , a Bor-cette, ed in Allemagna, si eseguisce anco-ra più presto è più perfettamente in In-ghilterra. L’incavatore adopera un pic-colo ariete che fa muover col piede pressoa poco della specie di quelli che si usanoper fissare le teste delle spii.le (V. que-sta parola). Un piccolo tassetto d’acciajotemperato, porta la forma dell’ incavo oscanalatura dell’ ago : un altro tassetto si-mile porta l’altra scanalatura, tutti e duein rilievo si corrispondono perfettamen-te come le due estremità del bilanciere chebatte le monete ; con un sol colpo l’inca-vo è eseguito perfettamente da ambo i latie la testa rotondata. Questa macchina ,essendo facile a concepirsi, non ci parvenecessario darne la figura.

Tutti gli aghi così preparati, e gettatisopra la tavola, sono posti confusamentein una specie di cassettino piatto. Un o-perajo in piedi prende il cassettino fra lesue mani, lo appoggia sul suo ventre econ movimenti orizzontali, ed a scosseda destra da sinistra, e dall’indietro al-l’innanzi, perviene in breve a ricondurrel’ordine fra gli aghi. In mi tratto e quasiper incantesimo, essi vengono tutti a di-sporsi paraleUi gli uni cogli altri, sul latodel cassettino che appoggia sul ventre del-l’operaio ; questo metodo tanto sempliceed ingegnóso non conta data antica, eprima conveniva riordinarli colle mani.

Alcuni aghi, fabbricati con molta cu-ra, sono contrassegnati d’una marca par-ticolare come Y : per tale oggetto l’ope-rajo ne prende i5 o so, che dispone àventaglio, come quando vuoisi stiacciar-li ; allora li presenta l’uno dopo 1’ altrosopra un piccolo tassetto, il quale tienein rilievo la marca che si vuol dare al-1' ago, e vi fa questa impronta con uncolpo di martello.

Tale operazione deforma gli aghi e li