piega. Un operajo li prende e li raddriz-za facendoli rotolare sovra sè stessi sud’ una piastra di ghisa ben liscia e sottoun regolo di ferro : li getta, a mano a ma-no che sono raddrizzati, in una scato-la ; gli riordina in un batter d’occhio, a-gitando la scatola come abbiamo indicato.
Poscia preparami gli aghi per la tem-pera ; pesansi per mucchi di circa 1 5chilogrammi, il che fa da 25o a 3oomila aghi, e pongonsi in cassette cheportensi al imperatore. Questi li dispo-ne sopra piastre di lamina di ferro di3o centimetri di lunghezza e 1 5 di lar-ghezza, le (piali non hanno orli rileva-ti che sui due lati pel verso della lun-ghezza . Dopo aver caricato con car-bone di legno il focolare del fornello ,fig. 1 5 e 16 , e averlo ben disposto so-pra la graticola C, pone egli sopra lesbarre di terra cotta E, due piastrine D,ripiene d’ aghi, e chiude il focolare conle due porte B. La corrente d’ aria cheentra rapidamente pel cenerajo A, ren-de il fuoco molto attivo, e gli agili acqui-stano ben presto il grado di calore con-veniente . Quando aprendo una delleporte B, l’operajo vede esser essi giuntial grado necessario di temperatura, cioè’al colore rosso-ciliegio pegli aghi grossie mezzani, ed un color meno vivo peipiccioli, leva con una molletta unadelle piastre, la porla sopra una delledue vasche piene d’acqua fredda chetiene allato, e ve li getta dentro spar-pagliandoli circolarmente in modo cheogni ago cada per cosi dire separata-]mente, e tutù ricevano la stessa tempe-ra : fa lo stesso per 1’ altra piastra chesparge del pari nella seconda vasca; allo-ra apre le chiavette, fa scolar 1’ acquadelle vasche, lega gli aghi con uncini omani di ferro, e li depone affastellalisenz’ordine in una cassetta. Un altrooperajo prende la cassetta ove sono de-
Ago
posti questi aghi, e perviene agévolmen-te a riordinarli agitandoli come abbiamoindicato.
La miglior tempera degli aghi si fa inun bagno di piombo scaldato al calorrosso ; questo metodo usato in Inghilter-ra presenta un grado di calore più uni-forme e meno soggetto a bruciare 1’ ac-ciaio di quello che il fornello che abbia-mo descritto, e che si adopera ad Aix-la-Chapelle . Gli aghi mezzani possono es-sere sparsi sopra la superficie del bagnoinvece di esservi immersi.
Gli aghi all’ uscire dalla tempera sa-rebbero troppo crudi e spezzabili, edabbisognano di esser ricotti . Portansiall’operajo, incaricalo di questo lavoro,le cassette nelle quali sono gli aghi tem-perati ed ordinati l’uno vicino all’ al-tro; ma prima della ricuocitura propria-mente detta, bisogna, seguendo il meto-do usato ad Aix-la-Chapelle , toglier loroil sucidumc o 1’ ossido di cui li copersel’operazione della tempera.
Per ciò un operajo pone i5 a aomila aghi l’uno a Iato dell’ altro e pun-ta contro punta, in una tela fitta, e nefa un rotolo che strozza alle cime ; ponequesto rotolo sopra una tavola e lo fagirare innanzi ed indietro, premendovisopra con un regolo o tavola che fa on-dar o venire alternatamente ; poi bagnaquesto rotolo in un secchio d’ acqua, loripone sulla tavola e lo fa rotolare dibel nuovo per alcuni momenti. Allora ilsucidume è levato e l’ago abbastanzaschiarito, perchè si possa conoscere nelricuocerlo dal colore che prenderà, quan-do la ricuocitura è al punto conveniente.
Portansi questi rotoli presso forni daricuocere, apronsi e si srotolano. Dueoperaj collocati dai due lati della tavo-letta di ferro del fornello, che è moltocaldo, vi dispongono sopra gli aghi an-cora bagnali, e ne fanno due file para-