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Tomo I.
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Ago

Ielle di 8 a io millimetri di grossezza edella lunghezza di 5 a 6 decimetri. Glioperaj rotolano continuamente gli aghisopra sè stessi premendovi sopra con unregolo curvo guernito d’un manico di le-gno, affinchè gli aghi superiori scendanodi sotto, e gl 1 inferiori rimontino sopra,e così siano tutti riscaldati uniforme-mente fino a che abbiano acquistato ilcolor violetto oscuro: spingonsi allorafuori della tavoletta del fornello, e get-tami in una scodella di legno collocatadissotto.

Un operajo poscia gli ordina paralelligli uni agli altri, coi metodi descritti pre-cedentemente, e dei quali non parleremopiù, atteso che questa operazione ripetesiogni qualvolta gli agili vengono gettaliconfusamente.

A Neustadt seguesi un metodo piùspediente e sicuro per dare a lutti gliaghi lo stesso grado di ricuocilura ; gliaghi appena temperali gettansi in unacaldajuola riempiuta di grascia di porcoche ponesi sopra il fuoco ; la grascia nontarda ad infiammarsi; si lascia che siconsumi interamente, poi si levano gliaghi. Questo metodo dispensa dallo snet-tarli dopo la tempera.

Conviene raddrizzare gli aghi che so-nosi curi ati colla tempera ; l 1 operajo gliprende ad uno ad uno, gli fa rotolare fra*1 pollice e l'indice, e con un piccolomartello a penna li raddrizza a leggericolpi sopra un incudinetta d’ acciajo eli getta in una cassetta. Non resta in se-guito che pulirli.

La pulitura è 1 ’ operazione più lun-ga e non è la meno costosa nella fabbri-ca degli aghi. Se questa operazione esigeassolutamente un lavoro di parecchi gior-ni, la lentezza indispensabile trovasi com-pensata dalla moltitudine d'aghi che ven-gono politi ad un tratto. Si poliscono afascj o rotoli che ne contengono fino a

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5 oo roik», e la stessa macchina, direttada un solo uomo, e posta in moto dauna corrente d’acqua, pulisce ad untempo 20 o 3 o l’asoj cioè io a 1 5 mi-lioni d’aghi.

Il metodo ingegnoso adottato ad Aix-la-Chapelle per la brunitura degli aghi,esige cinque sorta d’ operazioni distin-te, ciascuna delle quali- ripetesi dieci vol-te. i.° Facitura dei rotoli; 2.° esposizio-ne dei rotoli sulle tavole del mulino dabrunire; 3 .” digrassatura nella botte ;sventola tura; 5 .° riordinazione degli aghi.L’ ultima operazione, la quale non si fache una sola volta, è l’asciugamento de-gli aghi.

. i.° Facitura dei rotoli. A tale" sco-po si fa uso di un forte banco (fig. 17,

18) solidamente attaccato ad un muro ,e sopra il quale sono collocate due tavo-le paralelle A B, lunghe 60 a 70 centi-metri , larghe da 12 a 1 5 e ad una di-stanza di 16 centimetri. Esse vengono aformare in tal guisa una specie di truo-golo nel quale stendonsi le tele che devo-no servire a fare i rotoli. La tavola Bnon è unita al banco che con due for-ti cavicchie ; levasi essa, quando gli aghisono disposti nella tela, per poter pnicomodamente piegare e legare il rotoloa fascetto.

Stendonsi sul truogolo (fig. 17) dueo tre striscie di tela, che hanno di giàservito a questa operazione, cosicché po-ste l’una sull’altra esse ne coprono ilfondo e i lati interni, e sopravvanzano unpoco dalla parte di B c molto dal latoA. Queste tele sono larghe 4 a 5 deci-metri e lunghe 607 decimetri. Quin-di pongonsi std fondo varie striscie ditela longitudinali della larghezza di 12 a1 5 centimetri ; poscia aggiungesi di so-pra una striscia ditela nuova delle stes-se dimensioni delle altre e bagnata; ba-gnasi qucst’ultima ad oggetto di render-