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Tomo I.
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ne j)iù fit te le maglie, ed impedire all’olio«li filtrarvi a traverso.

Stendesi sul fondo uno strato di pic-cole pietre di uno schisto quarzoso mi-caceo che trovasi vicino ad Aix-la-Cha-pelle. Queste pietre sono ridotte in pic-coli frammenti angolosi di i a 3 milli-metri «li grossezza. Se ne pone uno stra-to «li 3 a /( millimetri di altezza. Vi sidispone sopra e per lungo, uno strato«r aghi alto circa un centimetro e lun-go circa 45 centimetri, il che esige set-te ad otto lunghezze d’ aghi comuni, checoprono presso a poco lo strato di pie-tre che è al «lisotlo.

Sopra gli aghi collocasi un altro stra-to di pìccole pietre simile al primo ; siricopre con un altro strato d’ aghi, e sicontinua in tal guisa alternativamente finoche s’abbiano posti più di cinque stratid’aghi che si coprono con un’ultima co-perta di piccole pietre. Versasi sul tuttoun mezzo litro d’ olio «li colza , che sisparge più uniformemente che sia pos-sibile.

Allora rialzansi e ripiegansi le duecime delle striscio di tela nel senso del-la loro lunghezza, poi si rialza parimentiil Iato delle strisele che pendono dinanzial truogolo, e quindi levasi la tavola B.Avvolgasi la massa degli aghi nelle telepremendole con quanta forza si possacontro la tavola stabile A, fino che sia-si inviluppata tutta la tela intorno al ro-tolo. Legarsi allora stretti i due capi diquesto con un pezzo di corda: infine sol-levasi il rotolo, piegasi in un quadro ditela nel quale si avvolge senza legarlo econsegnasi all’operajo incaricato di ulti-mare l 1 operazione.

Questi per giungere a stringerli forte-mente, attacca prima nella sua metà adun forte uncino, piantato sul muro a«lun metro d’ altezza, una corda o grossospago lungo dodici metri, e del diametro

Ago

di 4 a 5 millimetri ; lega uno dei capi «Iel-la corda ai! una delle cime legate «lei ro-tolo e rincula alcuni passi per tendere be-ne la corda ; allora gira il rotolo, lo spa-go Io inviluppa sulla sua lunghezza aspirali ugualmente distanti fra loro : hala cura di stringere fortemente ogni girood elice tirando a sè di quando in quan-do ed a scosse.

Giunto l’operajo ad uno o «lue metridistante dal muro, i giri della primalunghezza dello spago devono occupa-re tutta la lunghezza del rotolo ; allo-ra ei stacca la cordicella per attaccar-la per la sua estremità , rincula nuova-mente per tenderla, e gira un’ altra voltail rotolo come prima, formando nuove eli-ci cl«e incrociano le prime, e le copro-no. Arrivato un metro distante dal mu-ro, stacca la funicella, e sollevanrlo le unedopo le altre, con una cavicchia di fer-ro, tutte le spire che coprono il rotolo,intreccia con esse il capo della cordicel-la, e lo unisce finalmente con uno o piùj nodi. La fig. 19 rappresenta uno di que-sti rotoli.

j Questa operazione è una delle più im-portanti per la pulitura degli aghi ; ese-guila con cura ed intelligenza, impedisceche molti di essi si spezzino e pieghino,

| e contribuisce a dar loro una più bellapulitura.

j 2. 0 Esposizione dei rotoli sulle tavoledel mulino da pulire. E' poco tempo chead Aix la Chapelle si è sostituito il muli-no da pulire, perfezionato «la Molard se-niore, a quello del quale si faceva uso daun’ epoca immemorabile. Quest’ anticomulino rassomiglial a alla tavola «la addi-j rizzare che abbiamo descritto ( fig. 9 ) i' ed aveva sommi difetti che Molard sep-pe togliere. Noi descriveremo quest’ulti-mo mulino.

Tale macchina, rappresentala nellafig. 30 , non differisce dall 1 antica che