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Tomo I.
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in'quanto, r.° la tavola inferiore MM èmobile nella nuova, laddove era stabilenella antica; a. 0 la tavola C aveva insie-me un moto orizzontale ed uno verticale.Molard invece non lasciò a questa tavolache un moto verticale in forza di cui es-s a preme di continuo sul rotolo ; questamacchina ha inoltre il prezioso vantaggiodi ricevere varj rotoli d’aghi a distanzeconvenienti.

Una tavola M M, di lunghezza inde-terminata, e di 7 ad 8 decimetri di lar-ghezza, poggia Sopra piccoli cilindri dilegno li, B, B, distanti Convenientemen-te fra loro, e riceve un moto di va eviene da due uomini o da un motorequalunque : vi si collocan sopra i rotolid’aghi A, A, A, sui quali premono le ta-vole C, C, C, che si sollevano col mezzodelle catene K, K,K, e delle leve L, L, L,per porre o levar via i rotoli. Si com-prende che questo moto costringe i roto-li a girar sopra sè stessi, e questo motoalternativo produce la pulitura.

L 1 operajo dispone i rotoli sulla ta-vola M in una direzione perpendicola-re a quella, dietro cui questa si muove :se un rotolo perde tale posizione, sitorna a riporvelo,alzando col mezzo del-la catena K la tavola C che ha un pesosufficiente indicato dall’ esperienza. Lavelocità della tavola è tale eh’ essa vae viene da 19 a 21 volte il minuto ;ne segue che in un minuto il rotolo, cheha una corsa di circa 33 centimetri, per-corre i 3 metri, ossia quasi 800 metriall’ ora.

5 -° Digrassatura nella botte. Dopodiciotto o venti ore di lavoro sottole tavole, ritirami i rotoli, pòrtami al di-grassatore che gli slega e gli svolge. Lepiccole pielruzze di schisto si trovano ne-re, brillanti e color di acciajo ; gli aghisono untuosi e pieni di un misto di grassoc polvere lievissima delle pietre ; versan-

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si in una scodella, copronsi di Segaturadi legno vagliata, ed introducesi il tuttonella botte ( fig. 21). Un operajo pren-dendo la manovella P, la fa girare alcunpoco, poscia vi aggiunge altra segatu-ra, aprendo la porticella A B che chiudesolidamente cogli arpioni C, C, e conti-nua a girare fino che gli aghi sieno a-sciutti e digrassati su tutta la loro super-ficie, e i loro fori siano sturati, ciò chesi riconosce aprendo la porticina AB, etraendone alcuni aghi per esaminarli.

4 -° Sventolatila. Si levano gli aghifacendoli cadere in un vassojo di rame cheponesi sotto la botte, e si sventolano nel-lo stesso modo come si fa per i grani. Lasegatura vola via, e gli aghi restanoin fondo al vassojo. Essi sono già snettatie quasi affatto asciutti.

5 . Riordinazione degli aghi. Versan-si gli aghi in un cassettino e si ordinanocol metodo già indicato più volte.

Osservazioni. Queste cinque operazio-ni ripetonsi successivamente, come ab-biamo già detto, dieci volte di seguito ;non avvi differenza che nella prima ope-razione. Vedemmo che fannosi i rotoliponendo uno strato di schisto squarzoso,ed uno di aghi : questo si pratica per seivolte consecutive; ma alla ottava, nonae decima, si sostituisce allo schisto la cru-sca di frumento ben asciutta, e priva difarina. Le altre quattro operazioni si ri-petono sempre come la prima volta.

Per la brunitura detta inglese , si fan-no le medesime operazioni, ma si sosti-tuisce allo sclùsto quarzoso lo smeri-glio mescolato con talco, quarzo e mica.Dopo la prima operazione adoperasi sol-tanto lo smeriglio con olio d’oliva; all’ot-tava cd alla nona stagno calcinato ossiaschiuma di stagno con pochissimo olio.Si finisce la brunitura colla crusca. Quan-do impiegasi la schiuma di stagno, si di-grassano gli aghi in un barile di rame vi-