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Tomo I.
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270 Agrimensore

l'io altrettanto esteso quanto il nostro uni-camente consacrato ad essa (a), cre-demmo non dover trattare quest 1 ar-te che nelle sue generalità e per le ap-plicazioni che ne ricevono la Chimicae la Meccanica. Così non parleremo nèdei sistemi agricoli, nè delle malattie del-le piante e degli animali, nè d’una quan-tità d 1 altri oggetti particolari che nonabbiano relazione diretta col sistema danoi adottato per tutte le arti. (Fr.)

** Le varie operazioni, gli strumenti, ele teorie relative all 1 Agricoltura sarannoda noi descritti in articoli appositi nelcorso di quest 1 opera. *

AGHIFOGLIO. V. elce.

AGRIMENSORE. E' l 1 ingegnere lacui professione ha per oggetto di levarele piante topografiche delle proprietàparticolari dei campi, giardini, praterie,boschi, ec., segnarne i confini dietro ititoli dei possessori, dividerne la estensio-ne secondo i diritti dei compartecipatori,ec. Oltre lè cognizioni, che deve avereF agrimensore delle leggi relative alle fun-zioni eh 1 esercita , deve principalmenteessere istruito dei principj d 1 aritmeti-ca e di geometria. Noi ci riportiamo aqueste parole ove sono trattati tali prin-cipj, non che agli articoli tavoletta ,grafometro, sestante, bussola, squadrai) 1 agrimensore, livello, ai quali abbia-mo spiegata la costruzione e F uso divarj stromenti adoperati nell 1 agrimen-sura.

Ci limiteremo soltanto ad offrir quialcuni precetti generali che servono dibase alla scienza dell’agrimensura.

Allorché l 1 agrimensore vuol levareuna pianta, comincia dall’esplorare le lo-calità per riconoscerne i punti principali,

(«) Questo Dizionario venne tradotto inItaliano e stampato in Padova nella tipo-grafia Crescini pochi anni sono. ( 1 tradut-tori ).

Agrimensore

e porvi le biffe che gli servono di segna- 1li ; sono queste piuoli ben diritti, ficcatiin terra in posizione verticale, e che ac-ciò si scorgano più facilmente da lonta-no, si guerniscono alla cima d’una ban-deruola di carta. Si suppone che questebiffe siano unite fra loro da linee rette,le quali formano una sorta di rete checopre tutta la superficie proposta ; allo-ra trattasi di segnare sulla carta una se-rie di triangoli che abbiano le esatte pro-porzioni delle parti di questa rete, e sia-no ad essa perfettamente simili, mentre,segnati sulla carta questi triangoli, nonresta che il figurare ad ogni angolo l’og-getto che distingue la biffa corrisponden-te, e siccome queste biffe furono postealle principali tortuosità, delle strade,viali, ed orli di fossi o ruscelli, è assaifacile sostituire, alle linee rette che ser-vono di lati ai triangoli, le curve che imi-tino quasi precisamente la forma di que-sti contorni. La fig. 7, Tavola I, e la fig.5 , Tavola III delle Arti del calcolo , dan-no un idea di tali operazioni.

Una scala che và unita al disegno ser-ve a determinare le rispettive distanzein unità metriche ed il quadrante. ( V .angoli e Tav. I, fig. 1 o ) fa conoscerele inclinazioni rispettive delle linee : giac-ché per fare una pianta topografica nonhavvi bisogno di misurare tutte le lineee tutti gli angoli della figura; dalle regoledella geometria, e dalF uso degli istro-menti risulta che basta misurare soltan-to alcune di queste lunghezze, e varie in-clinazioni rispettive, di queste rette perposcia dedurre geograficamente, o colmezzo del calcolo la misura di tutte lealtre parli.

L 1 agrimensore distingue facilmentesul luogo le parti che deve misurare da([nelle die saranno la conseguenza dellesue operazioni ; egli sa che quando cono-sca tre delle parti d 1 un triangolo, che