Albero
ne dell’ acqua, talvolta per ritenerne ledeposizioni, ec. ; ma l’uso più comu-ne che si fa degli alberi, è di bruciar-li. La saggia direzione delle foreste è uuodei soggetti più interessanti che si pos-sano trattare per 1’ oggetto della pub-blica industria e prosperità. Non è que-sto il luogo per dare la conveniente e-stensione a tale argomento, e ci riser-viamo parlarne alle voci boschi e fo-reste.
In termine di giardinaggio dicesi cheun albero è di pieno vento quando il suofusto alzasi in uria senza sostegno ; nanoo a cespuglio , quando è basso e spantovicino al suolo ; in ispalliera , allorché sistemle diritto sopra un muro, e se glilevano a mano a mano ed a misura checrescono tutti i rami che dirigonsi al-l’innanzi od indietro, od anche quelliche nuocessero agli altri già appoggiatial muro, ed i quali promettono maggiorcopia di frutta. L’albero è a contro spal-liera quando tosasi come se fosse appog-giato al dosso di un muro ; i suoi ramisono disposti in guisa da fare un pianoparalello ad un muro o ad un viale. Unalbero è innestato dimestico , o sopra di-mestico, quando è innestato sopra un al-tro piede venuto da semenza, ec. (Fr.)
ALBERO . Questa parola adoprasinelle Arti per indicare l’asse principaled una macchina, ossia quello che portala maggior ruota. Quest’asse è fatto d’ungrosso tronco di legno assai resistente,«, ciò che è meglio, di ferro ( V. asse,macchina). (Fr.)
ALBERO di nave, d’ artimone, di
BOMPRESSO, di MAESTRA, di GABBIA ( V.ALBERALE, ALBERATURA, BASTIMENTO, VA-SCELLO ).
* ALBERO DELLA CERA. Y. mi-1 ( 10 . 1 ,
Albero 281
* ALBERO DELLA SCABBIA. V.
MIRICA.
* ALBERO DELLA SETA ( Mimosajulibrhin ), detta anche decada di Co-stantinopoli . E' un albero delle Indie checresce fino a 3o piedi. I suoi frutti ab-bondano internamente di quella peluriache chiamasi seta vegetale, ed è atta afeltrarsi per farne cappelli, e ad esserefilata per calze, guanti, berretti, ec. Nellamaggior parte d’Italia quest’ albero alli-gna ad aria libera, salvo poche eccezio-ni. Moltiplicasi coi semi o barbatelle inprimavera; quando le pianticelle abbia-no due o tre pollici di altezza si trapian-tano.
* ALBERO DEL SEGO . ( Crotonsebi/erum, stelingia sebifera). E' un albe-ro della China di grandezza media, il qua-le presso noi non cresce che nelle aran-ciere, e meglio nelle stufe. Alla China siricava dal suo frutto un olio grasso si-mile al sego, ed uno più fluido ; questoserve per le lucerne ; del primo si fannocandele.
ALBERO DI DIANA. Diedesi que-sto nome da Lemery in poi ad un a-malgama d’ argento che ottiensi precipi-tando, col mercurio, 1’argento dalla dis-soluzione nitrica. Questo amalgama sidepone in piccoli aghetti prismatici ri-splendentissimi raggruppati in guisa dirappresentare un arboscello. Tale pro-dotto è di vero più curioso che utile, edi chimici non se ne sono minimamenteoccupati che per ottenerlo sotto formepiù gradite e durabili. Molte ricette sipubblicarono. Quella di Lemery, la pri-ma che siasi conosciuta, consisteva a di-sciorre un’ oncia di argento fino in suf-ficiente quantità d’acido nitrico puro, adallungar poscia questa dissoluzione con20 parti d’acqua stillata, e lasciare in r -poso il tutto, dopo averci aggiunte 2 on'-cie di mercurio. Dopo alcuni giorni si ve-
36