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«le apparir questa specie di vegetazioneniellallica, la quale per un cerio trattocontinua. Con tal metodo, ci vuole untempo più lungo, ma i cristalli sono piùVoluminosi e più regolari.
Rlaproth prescrive di sciorre unadramma d’ argento in sufficiente quanti-tà d’ acido nitrico , aggiungere 3 oncie<1’ acqua, e immergere in seguito nelladissoluzione un amalgama di un' oncia dimercurio e d' una dramma d' argento infoglie. L’arborizzazione producesi pressoche immediatamente, ma le ramificazionisono alquanto più esili che col metodoprecedente. Vilalis di Ilouen indicò unaleggiadra maniera di ottenere l’Albero diDiana e poter lungo tempo serbarlo .Mesce egli due dissoluzioni saturate, l'unadi mercurio, l’altra «l’argento: l’allunga di3 a 4 parti di acqua, e immerge nelladissoluzione, così preparata, un piccolosacchetto di lino finissimo contenente 5a 6 dramme di mercurio : tostamente illiquido penetra fino al metallo, e imme-«liatamente si vede cominciare la cristal-lizzazione: gli aghetti raggruppansi intor-no il sacchetto e divengono aderenti, me-diante il mercurio che loro serve d’ ap-poggio. Questi aghi rapidamente svilup-parsi, e in poco tempo pervengono al-l’altezza di più di un pollice. Allorché lacristallizzazione non progredisce più ol-tre, ritraesi dal liquido il sacchetto caricodi questa cristallizzazione, e con un filo diseta che ha servito a rinchiuderne la boccae sospenderlo, immergesi in un piccoloboccale, e si appende l’estremità del filoal turacciolo. Infine, altri ancora danno aqueste cristallizzazioni disposizioni diffe-renti, e che possono maggiormente piace-re : così talvolta aminucchiansi al fondo«ì un vasc di cristallo alcuni frammenti diroccie porose e inalterabili dagli acidi: talison certe lave, cc. Nelle maggiori cavi-tà si mettono piccole pallottole d’uuiulga-
At.BEno
ma , in seguito sopra il lutto si versauna soluzione d’ argento preparata co-me dicemmo ; e dopo alcun tempo sivede da ciascheduna delle cavità uscirevegetazioni che adornano questo picco-lissimo scoglio in maniera molto grade-vole.
Sotto il rapporto teorico, si attribuiscequesta precipitazione ad una maggioreaffinità del mercurio per 1’ ossigeno, edel suo ossido per l'acido ; a talchés’impadronisce tutto a un tratto del-1’ ossido e dell’ acido eh’ erano coll’ ar-gento combinati : questo, ritornato allostato metallico, tende a precipitarsi : masiccome ha molta affinità pel mercurio, netrascina una certa quantità in combina-zione, e forma un amalgama che preten-desi anche essere in proporzioni costan-ti e bene determinate. (R.)
ALRERO DI SATURNO. Quando ilpiombo viene precipitato dalle sue disso-luzioni da un altro metallo, e particolar-mente dallo zinco, si depone spesso inbelle ramificazioni cristalline, alle qualidiedesi il nome d’ Albero di Saturno. Umetodo eseguito più generalmente consi-ste a versare nel vase, in cui vuoisi otte-nere questa cristallizzazione, una dissolu-zione d’acetato di piombo, eseguita nelleproporzioni «li 3o grammi di sale perlitro d’ acqua. D’ altra parto , sospeu-desi al turacciolo od al coperchio del va-so un pezzetto di zinco a tale distanzache immerso nel liquido non sia rico-perto che per alcuni centimetri. Spessoadattansi al pezzo dello zinco alcuni filidi ottone curvati aspira ofigurali in ma-niera di rappresentare il disegno che sidesidera. Lo zinco in principio ricuo-presi d’una piccola schiuma cristallina, esi depone in seguito in larghe foglie ta-gliate a ferro di lancia, che vanno sem-pre propagandosi fin verso il (ondo delvase. Quando si aggiunsero alcuni fili di