Al, CALI
siderabile di soda allo stalo di sotto-carbonato ; dunque alla soda Bollati-lo gli antichi davano il nome di alca-li. Si sono comprese in seguito sottoquesta denominazione varie sostanze chepossedono proprietà analoghe, e si di-stinsero per lungo tempo tre sorta di al-cali. L'alcali minerale; quest' era la soda,così chiamata perchè si presumea eh 5 essasola potesse entrare nella composizionetli alcuni minerali ; e, per opposizione ,la potassa si chiamò alcali vegetale perindicare, se non ch'essa trovavasi esclusi-vamente in questi esseri organizzati, al-meno che vi s’incontrava più abbon-dantemente che le altre specie di alcali :infine, affinchè ciascuno dei tre reguidella natura avesse il suo alcali particola-re, 1’ ammoniaca portò il nome i i alcalianimale ; questa, in effetto, è quasi sem-pre il risullamento dell’ alterazione dellematerie animali.
Fourcroy diede in seguito maggiorestensione a questa classe sì poco nu-merosa, e distinse sotto il uome di al-cali terrosi, certe terre le cui proprietàalcaline erano manifeste : poco a poco sivide accrescersi il numero, e si preve-deva che tosto o tardi si dovrebbe com-prendere in un medesimo gruppo la piùparte delle sostanze che possedono, co-me gli alcali, la proprietà di combi-narsi, saturarsi e formare dei sali ; al-lorché ulteriori scoperte ci appreserodie questi alcali, i quali erano stati cre-duli corpi semplici, non erano che ossi-di metallici ; che per conseguenza non viera altra divisione da stabilire tra le basidei differenti sali ; e che tutte dovevanoessere comprese sotto l'espressione gene-ìica di ossidi. Il loro gran numero sfor-zi) a classificarli in tre serie, che sonoancora fondate sulle antiche idee. Cosìdislinguonsi, secondo Thenard, ossidi ter-losi, ossidi alcalini ed ossidi metallici
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propriamente detti. Checché ne sia, sidefinivano altra volta gli alcali come so-stanze acri, d’un sapor urinoso, suscetti-bili d’inverdire molli colori azzurri ve-getali, di ricondurre all’ azzurro il coloredel tornasole arrossito da un acido, diagire con più o meno energia sulle ma-terie animali , e combinarsi cogli acidiper formore dei sali ; di qua venne 1’ usi-tata espressione di basi salificabili.
Si sapeva che gli alcali, come si otte-nevano coi metodi delle arti, provavanogran cangiamento quando si trattava laloro dissoluzione colla calce viva ; si aveaveduto che il loro sapore era molto piùdistinto, che divenivano caustici, nè pro-ducetene più effervescenza quando sisaturavano cogli acidi ; infine, la calceritornava quello eh’ era avanti la suacalcinazione ; ma ignoravasi assolutamen-te cosa accadesse in questa operazione.Il dottore Black, nel 1706, pervenneil primo a provare che quanto prendeva-si per una sostanza semplice era un ve-ro sale, l’energia della cui base trovavasiin parte mascherata dall’ acido carboni-co, e che la calce non facea che impa-dronirsi di quest’ acido, per ritornareallo stato di prima. Nel medesimo tem-po Nayer propose un’ altra teorica laquale, sebbene ingegnosissima, non potòprevalere, perchè non basala su fatti co-sì positivi come quella del dottore scoz-zese. Meyer supponeva al contrario, chela causticità della calce, fosse dovuta adun acido particolare, col quale si fossecombinata,durante la calcinazione: che l’al-cali ordinario, avendo più affinità conquest’acido, potesse toglierlo alla calce,ed acquistar quindi un alto grado di e-uergia. Egli chiamava questo principioacidiwi pingue o causiicuin , fluido sot-tile analogo allo zolfo, che si avvicinavamollissimo alla natura del fuoco. Questoessere imaginario non si potè mantenere