agi Ai.calossihetro
l'azione dell'acido non è diretta sn que-sto colore, nè può farla cangiare in ros-so, che dopo aver saturala la superficiealcalina che il cuopre. Si potrà guaren-tirsi da tale inconveniente lasciando ma-cerare nell’acqua pura la carte torna so-le per mezza giornata, e facendola inseguito seccare.
* ALCALOSSIMETRO . In mezzo a1anli usi che si fanno tutto giorno deglialcali e degli acidi, in mezzo al bisognoassoluto che hanno quindi i fabbricatolicd i negozianti di conoscere e valutarecon sicurezza la forza di queste sostan-ze, può francamente asserirsi che mancatin mezzo sicuro e facile per tale opera-zione, tanto riguardo agli acidi quantoagli alcali. Di fatto i mezzi finora usatia tale scopo non sono che due: l’uno im-perfettissimo e di nessuna sicurezza ed è1'areometro, come dimostreremo a suoluogo; l’altro è il metodo indicato allaparola Acini, difficile,• lungo e tedioso,migliorato alquanto da Descroizilles col-l'invenzione dell’ALCAi.iMETRo, ma trop-po ancora complicato per un semplicefabbricatore, ed esigente la massima at-tenzione ed avvedutezza, non che trop-po lunga sequela di saggi.
Nullameno alla prova coll’areometro,i cui risultamenti possono divenire falla-ci i cr tante minime circostanze, dell’im-purità del liquido,della differenza di tem-peratura, ec., sempre sarà preferibile laseconda, d’esaminare cioè quanto alcalioccorra per saturare un acido dato o vi-ceversa.
Appoggiato a questo secondo princi-pio, ma scevro, per quanto a noi pare,dai principali inconvenienti dell’alcalime-iro, è lo stromento che proponiamo sot-to il nome d’Alcalossimctro dalle parole■dicali) c!-ut, acido e fj.'i'Tpov, misura; conesso, in luogo di misurare la capacità disaturazione dell’alcali od acido da espe-
Alcai.ossimetro
rimontarsi, esaminando con la tintura ditornasole il punto in cui questa più nonviene alterata, misurasi il volume di gasche fornisce una data quantità di acidomisto ad un eccesso di alcali, o una da-ta quantità di alcali mista ad un eccessodi acido.
Yedesi quest’istromento rappresenta-to nella Tavola VII delle A rii chimicheFig. 6 e 7. Esso componesi, come si vede,di due tubi di vetro A,B , chiusi all’eslre-mità inferiore, e che fanno un angolo di35 a 3 o gradi, e si riuniscono insieme inun’imboccatura comune E. Il tubo A hail diametro interno di 4 millimetri, eduna lunghezza di 6 centimetri; l'estremi-tà supcriore continua allargandosi in mo-do che termina in una specie d’imbuto.Il tubo B ha il diametro di circa 2 cen-timetri, e la sua lunghezza dalla curva Dalla estremità inferiore è di 28 centime-tri. La imboccatura comune E chiudesicon un turacciolo di vetro smerigliato F,nel quale si è fatto un piccolo forellinoche, attraversandolo, forma una specie ditubo a a di poco più d’un millimetro emezzo di diametro. Il vetro di cui com-ponesi questo istromento, specialmentenelle sue maggiori dimensioni, deve ave-re la grossezza di almeno un millimetroe mezzo.
Costruito in tal guisa l’istromento sipassa a graduarlo per gli acidi da un la-to, e per gli alcali dall’altro, segnando igradi sul vetro con una lima,'o con aci-do fi.uorico. ( V. questa parola).
Per fissare i punti della scala per gliacidi, si comincia dal pesare due grani emezzo d’acido solforico puro a 66 gra-di dell’areometro di Baumè, e versatiquesti nel tubo A, si segna il punto cuiessi giungono e vi si scrive 1 ; posciaaggiungonsi altri due grani e mezzo, edove arrivano scrivesi 2, dipoi si aggi un "gono per tre volte altri 5 gradi scrivendo-