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Tomo I.
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5 io Alcoole

più denso era, secondo Gutton, l'alcoolparo restato senza colore e trasparente:questo liquido spandeva fumi al con-tatto dell’aria, ed aveva un odor fortee piccante. Del resto, il chimico feceUn mistero del metodo ch’egli aveva im-piegato per produrre un freddo tantoconsiderabile; e non si sa quanta con-fidenza si debba avere delle sue speran-ze. Una sola cosa ci sembra render diffi-cile ad ottenersi un sì forte abbassamen-to di temperatura, ed è la grande quan-tità di materia da impiegarsi; perchè,del rimanente, ci sembra possibilissimopervenirvi col mezzo di raffreddamentisuccessivi. Se, per esempio, con un pri-mo miscuglio si raffreddano i vasi e imateriali che devono servire per farneun secondo; con questo secondo miscu-glio si raffreddi egualmente tutto ciò chedeve servire per farne un terzo, e cosìdi seguito: si arriverà successivamente,usando le dovute precauzioni, a pro-durre un altissimo grado di freddo,quando si possano usare masse assaiconsiderevoli di neve e di muriato dicalce. Il freddo sarà principalmente li-mitato dalla temperatura dell’aria; ma sipuò; fino a un certo punto, guarentirsida questa influenza, servendosi d’ appa-recchi muniti d'inviluppi, come pel ca-lorimetro di Lavoisier .

Ho forse un poco troppo insistitosulla congelazione dell’ alcoole: ma talesperienza è di unsi grande interesse,che sarebbe a desiderare che taluno sene occupasse nuovamente, e si potessesapere che cosa debbasi credere sullanatura dell’ alcool.

Prima di Lavoisier , non si avevanoche vaghi indicii sulla composizione del-l’alcool: questo dotto, il primo, ne in-traprese 1’ analisi: ei riconobbe che nonsi formavano, nella combustione dell’ al-cool, che acqua ed acido carbonico ; ma

Alcoole

il metodo eh' egli seguì non gli permi-se dedurne rigorosamente le qualità as-solute di ciascuno degli elementi: eglinon potè riconoscerne che il numero e ilrapporto. Teodoro de Saussure ripresequeste sperienze a diverse epoche, e,dopo avere inutilmente cercato di perfe-zionare il modo analitico impiegato daLavoisier , conchiuse adottando un me-todo tutto differente, e che consisteva afar passare il vapore d’ alcool attraver-so un tubo di porcellana arroventato alfuoco, e di là in un tubo di vetro lun-ghissimo ed attorniato di ghiaccio. L’a-cqua che si condensava era raccolta e pe-sata esattamente: il gas prodotto sotto-mettevasi in seguito all’analisi nell’eudio-metro, e il risultato definitivo dell’annlisifu che l’alcoole assoluto di Richter con-teneva:

Idrogeno - - - - - i5, 70

Carbonio - - - - 5t, 98

Ossigeno ----- 34, 3 2

o,che torna lo ^s idrogeno per

stesso,

<carbonato . . . 61, 65^acqua .38,

Questa ultima maniera di ravvisare lacomposizione dell’ alcool conduce a unrisultamento molto osservabile, cioè chela somma dei pesi specifici di questi duecomponimenti è uguale al peso specificodel vapore dell'alcoole. In fatto,la densità dell’ idrogeno per-

carbonato. ZZ o, 974

quella del vapore dell’ acqua. ZZO, 6^5

i, 5 99

e, secondo Gay-Lussac, quella

del vapore d’alcool . . ^ri % 6«33

Questi due numeri, come si vede,corrispondono quasi esattamente, e ne