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Tomo I.
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318 Alfabeto

è in istato di servirti ad incider le lette-re nel metallo.

La spiegatone delle fig. 7, 8, g, io,11 della tavola I della Tecnologia , aiu-terà a far conoscere quanto abbiamo det-to sulla fabbricazione dei punzoni.

Fig. 7. Contrappunzone della lette-ra B.

Fig. 8. Punzone impresso dal con-trappunzone.

Fi S- 9 - Punzone della lettera B inte-ramente finito, visto dal lato della basedella lettera. Vedonsi sopra ciascuno diquesti due ultimi punzoni a a , due trat-ti in croce che indicano essere questala faccia sulla quale deesi appoggiare ilpollice, quando vuoisi stampare una let-tera; allora si è certo che questa non èrovescia.

Fig. io. Tassetto guernito delle suedue viti; nell’incavo fattovi nel mezzovedesi un punzone assicurato colle dueviti e pronto ad essere stampato.

Fig. 11. A pietra ad olio incastratain un pezzo di legno B. Vi si vede po-sta sopra; i.° in C, una squadra perdrizzare le faceie del punzone ; b, c so-no le due faccie di questa squadra ; 2. 0in D, la stessa squadra a drizzare, nelcui angohr è collocato un punzone ro-vescio, vale a dire la cui faccia destina-ta a portare la lettera è appoggiata sul-la pietra.

Alfabeto dei ligatori di libri. Que-sti punzoni sono di rame, o d’ottone; sifabbricano nella stessa maniera, e si fer-mano in un manico di legno rinforzatoda una ghiera di ferro. Si fanno riscalda-le e si applicano così caldi sopra la schie-na dei libri legati a fine di scrivervi iltitolo delle opere, (^.legatore di libri).

Alfabeto intagliato. Si intagliano daparte a parte alcuni alfabeti su piastresottilissime d’ ottone , rame , o latta, se-condo che le dimensioni delle lettere so-

Alfabeto

no più o meno grandi. Due metodi di-versi adopransi per farli : 1.° Tagliasi lapiastrina sopra il piombo con piccoliscalpelli d’ acciaio ben affilati, ponendo-li sui segni tracciati prima con una pun-ta e lasciando alcuni piccoli pezzetti chesostengono 1’ occhio della lettera , acciòquesto non resti staccato; adoprasi que-sto metodo per le lettere di gran dimen-sioni : quindi appianasi la lamina e si fi-nisce il lavoro con piccole lime da puli-re. 2. 0 11 secondo metodo usasi per lepiccole lettere. Quando si è ben appia-nata la lamina che vuoisi intagliare, la situffa in cera fusa che ne copre tutta lasuperficie rappigliandovisi. Lasciasi raf-freddare affatto , poi vi si segna la let-tera con una punta levando accurata-mente la cera in tutti i luoghi che si vo-gliono incavare; poscia lasciansi immersepiù o meno queste lamine in un piattoalquanto profondo che si riempie conl ’acqua second degli orefici , cioè acidonitrico diluito d'acqua. Quest’acido cor-rode e fora il rame; fatta l'apertura la-vansi le lamine nell' acqua pura, e s'im-mergono nell’ acqua bollente la quale neleva la cera; poi lavansi nell’acqua fred-da, e si accomodano e finiscono con pic-cole lime dulci.

Ognuno conosce l'uso che si fa di ta-li alfabeti per iscrivere sopra carta ocartone con una forte spazzola , ed uninchiostro composto di nero-fumo stem-perato in una leggera colla forte. Segna-si dapprima sulla carta una linea oriz-zontale colla matita, sulla quale deve ca-dere la base della lettera. La lamina in-tagliala ha due guide o riscontri;!. 0 a di-ritta ed a manca si fanno a suoi orli dueintagli angolari, ed uno dei lati dell' au-golo è una prolungazione della linea oriz-zontale su cui posa la lettera: si la coinci-dere questa linea aggiustatamente su quel-la segnata colla mutila : con questo mez-