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Tomo I.
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tavola alta 812 millimetri ( 3 o pollici )jelevata perpendicolarmente all’ estremitàil’ una forte tavola o banco orizzontalelungo i'«, 137 (3 piedi 6 pollici) elargo 325 millimetri (un piede). Questobanco orizzontale è caricato fortementeacciò resti immoto nel lavorare le pelli.

I. Maio , negoziante e camosciere aNiort ( Deux-Sevres ), prese, nel 1809,un privilegio per l’invenzione d’un nuo-vo modo di apparecchiare le pelli d’a-gnello e di capretto in alluda.

Dopo avere riassunto quanto si è ve-duto qui addietro sul metodo usitato,spiega il suo come segue :

Il metodo di cui mi servo, die’egli,per ottenere una tessitura superiore emolto più fina di quella che ottiensi conla solita preparazione , comincia dovequesta finisce; eccolo:

Prendonsi fra le pelli già acconcia-te in alluda le più compiute e le piùgrosse ; come quelle che sono viemag-giormente atte ad essere sottoposte alnuovo lavoro cui devono soggiacere ;immergonsi queste in acqua netta finoche ne siano bene imbevute. Allora sene piglia una , e si appoggia al cavallet-to, il quale si è prima coperto d’ un’ al-tra pelle grossa non apparecchiata maben netta; e col coltello a due manichi,1’ operaio appoggia sulla pelle d’agnel-lo o di capretto , dal Iato del fiore , espinge fortemente il coltello fino che ab-bia levalo la prima e la seconda epider-mide; la quale, in termine di camosciere,chiamasi comunemente il fiore ed il fio-re di dentro.

Quando l’operaio ha passato il col-tello sulla superficie di questa pelle, edè giunto a levarle tutto il suo fiore, edil fiore di dentro, la fa seccare al coper-to, sospendendola a due chiodi uncinati,per le zampe di dietro, o, in mancanzadi questi, ad una corda ben netta. Quan-

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do è secca , ei la folla , e la apre sulpalettone . Nel caso che si fosse (asolatatroppo seccare, s’inumidisce leggermen-te; e quando l'umidità è sparsa in guisauniforme nella pelle, essa apresi piùfacilmente sul palettone. Alla fine dopoche la pelle è aperta e secca , la si pas-sa all’operaio pomicatore , che la stendesopra una specie di capra dei pellai ,e poggia una pietra pomice che tiene inmano sul lato della pelle ove il camo-sciere ha levato il fiore ed il fiore didentro. Su si vuole bianca per poterlatingere ei non farà uso che di sabbiadi mare, la quale comunemente è finissi-ma; la sfregherà fot temente sulla pellecolla pomice che ha nella mano diritta ,■h’ei spinge rapidamente, e sempre dal-l’alto al basso; tenendo l’altra estremitàdella pelle colla mano sinistra.

Se si vuole che la pelle sia d’un gial-lo dilavato, eh’è il colore comunementericercato, si farà uso d’una pietra com-posta di 6 parti di bianco di Meudon , e2. di ocra gialla polverizzate e mescolatebene insieme; bagnasi il tutto , s’ impa-sta e si fa seccare; quindi passasi questapietra ocrata su tutta la superficie del-la pelle dov’ erano il fiore ed il fiore didentro. Il pomicatore preme con forzaed agita vivamente la pietra aggiungen-do un poco di sabbia fina , e sfrega lapelle nello stesso mudo adoperato perquella che doveva restar bianca od es-sere destinata alla tintura.

Il lavoro della pomicatura, accurata-mente eseguito, finisce di pulire quel tes-suto fino che trovasi dopo aver levatosul cavalletto il fiore ed il fiore di dentrodelle pelli concie in alluda; quindi si sti-rano le pelli. Lisciansi con un ferro dastirare nello stesso modo che si praticaper li pannilini ; ciò che dà ancora mag-gior grado di finezza alla tessitura, e co-munica più lucido alle pelli: allora si

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