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Tomo I.
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35o Aixome

degli schisti pi ri tosi). Sembra che in ta-le operazione una parte della potassa edeiralluinina si separi dall'acido solforicoper unirsi fra loro e con la silice; la-sciando così questi principi! nelle pro-porzioni che costituiscono 1’ allume so-lubile e cristallizzabile ; mentre questosale, prima della calcinazione, trovarasicon eccesso di queste basi, e insolubile.Una porzione dell’acido solforico vienedecomposta nel tempo dell’operazione,per cui si svolge acido solforoso ed os-sigeno. Affine che tale decomposizionenon si operi sopra una quantità trop-po considerabile, bisogna procurare chela temperatura sia egnalmente diffusa epoco elevata.

Questa miniera così arrostita si dispo-sta in mucchi sopra un terreno allumi-noso ben battuto per renderlo meno per-meabile; si spruzzano con acqua tuttigli strati di minerale che vengono ag-giunti successivamente gli uni su gli altri.Quando il mucchio che si forma a que-sta maniera è compito , si continuanogli adacquamenti, affinchè tutta la mas-sa sia ridotta in pasta, il che succedeordinariamente dopo un mese o sei set-timane. Si pratica intorno al mucchioun canaletto circolare che raccoglie l’a-cqua in eccesso che potesse colare caricadi parti solubili, e la riunisce in un pic-colo serbatoio ugualmente scavato in ter-ra e bene intonacato. Quest’ operazio-ne ha per oggetto di dividere la minieracalcinata, e tale effetto accade per l’in-troduzione dell’ acqua tra le molecoledi queste masse petrose ; le quali total-mente private di questo fluido, mediantela loro calcinazione, si dividono a misu-ra che ne vengono penetrate di nuovo.

Questa miniera di allume, così ridottain pasta, si assoggetta alla liscivazione ea due cristallizzazioni successive, comeabbiamo indicato superiormente per l’e-

Ai.i.ume

strazione dell' allume interamente for-mato: produce l’allume di molto pregioconosciuto sotto il nome di allume diRoma . L’ allume di Rocca ottenevasi inSiria con un metodo affatto analogo.

Il metodo di trattare tutte le minieredi piriti alluminose o di schisti piritosiessendo lo stesso, eccetto alcune modi-ficazioni che indicheremo, e che sarà fa-cile applicare secondo la natura di que-ste materie, delle quali, d’ altronde, s’in-contrano più varietà nella stessa minie-ra , comprenderemo sotto una esposi-zione generale tutti i metodi usati, neidiversi paesi, nelle fabbriche di questogenere.

Tali miniere sono tutte composte de-gli stessi principii, ma solo in quantitàrelative variabili ; contengono solfuro diferro e di calce, silice, allumina, magne-sia, ossido di ferro, e talora accidental-mente una materia bituminosa , infiam-mabile; si presentano in masse più o me-no dure e compatte, micacee, che, spez-zate col martello, si separano in fram-menti piani. Si devono distinguere in dueclassi. L’ una, in cui si possono collocarele miniere di Flone, di Liegi , ec., com-posta di uno schislo duro e compatto, dicui bisogna rompere 1’ aggregazione perrenderlo penetrabile e disporre i suoiprincipii a reagire gli uni sugli altri. Vi siperviene con una operazione detta arro-stimento che descriveremo, e che si ap-plica esclusivamente a questa varietà diminerale. L’ altra classe, quella di Picar-dia, per esempio, formata di piriti allumi-nose facilmente penetrabili, e nella qualela reazione de’ suoi principii può propa-garsi dall’ una all' altra porzione attra-verso masse considerabili , senz’avereanticipatamente soggiaciuto ad alcunapreparazione (a).

(a) Le piriti nere son quelle che conten-gono maggiore quantità di ferro ; le grigie