Maghi
multo che questi tenibili giudicii eranotuttavia in uso. Nel 1629 Urbano Gran-dier, venne condannato formalmente allefiamme sulle deposizioni di Celso, Asmo-deo, Astarotte ed altri principi delle te-nebre. Un francese che aveva istruita lasua giumenta a rispondere a’ suoi motifu consegnato in Ispagna alla inquisizio-ne, ed a gran faticapotè sottrarsi al giu-dizio ond’era minacciato ; la sua giumen-ta gli venne tolta, giacché si considera-va come ispirata dal demonio.
In oggi, almeno in Francia , non si per-seguitano più gli abili maghi. Si è per-suasi che non riescono a far cose chesembrino soprannaturali che valendosidei semplici mezzi che loro somministra-no le scienze, e di cui giungono a celarelo cagioni. La maggior parte dei giuochiammirabili che eseguiscono, e sorpren-dono il volgo, sono effetto di composi-zioni chimiche, d’illusioni ottiche, e dipreparazioni magnetiche, o di giuochi e-leltrici o simili. Spesso la destrezza dimano vi ha gran parte, e i giocolieri obagallellieri facendo sparire una carta, unanello, od altro riescono mirabilmente adingannare gli occhi e la perspicacia dellospettatore più attento. Spesso ancora i;loro giuochi non sono che fatti d’accor-do con un compare ; una persona intel-ligente, appostata in un dato luogo, aiu-ta mollissimo ad ingannare gli occhi de-gli spettatori, e distorne l’attenzione.
La gran quantità di particolari di cuicomponesi la magia bianca, non ci per-mette d’esporli quivi, e converrà cercarele regole onde componesi quest’arte nelleopere speciali che di essa trattano. Cite-remo fra queste le Ricreazioni matemati-che di Guyot, ove si troveranno i segreti:d’una quantità di giuochi. Ci basta averquivi iudicato i principii generali d’un.arte, che ormai non è più che un sug-|getto di trattenimento pel pubblico, uè]JPn. Tccnol. T- VIli,-
Magma ii5
viene più castigala col supplicio del fuo-co. Egli è anzi bon certo che quelli chefurono vittime dei barbari giudizii di cuisi è parlalo, erano senza confronto me-no destri e meno pratici di quelli che og-gidì ci procurano un innocente diverti-mento. (Fi.)
* MAGLIA. Piccolissimo cerchietto diferro o d’altro metallo, de’quali cerchiet-ti concatenati si formano le armadurcdette di maglia, e le catene, e a questasimilitudine si dice anche di quelle falled’ altra materia.
* Magma, diconsi li vani della rete edelle calze e il filo intrecciato, che for-ma detti vani.
* Maglia, dicesila campanella o anellodelle licciate.
* Maglia, chiamano i magnani unacampanella schiacciata.
Maglie, di reti , di poppa, di arreni-baggio, diconsi in marineria alcune funiben tese, e poste per traverso, che for-mano quasi maglie di rete a mandorla.
MAGLIETTE, dicono gli archihu-sieri quelle campanelle che tengono leestremità della cigna.
MAGLIO . Specie di martello di legnoa due bocche fatto d’ un legno duro co-me sarebbe il bossolo. La testa suol es-ser lunga i8a22 centimetri (708 poli.),ed alquanto curva sulla sua lunghezza,alla metà della quale è posto un manicodi frassino. Questo utensile serve in di-verse arti industriali ; il legnaiuolo, il
CARRAIO, 1' EBANISTA , 1’ INTAGLIATORE IN
legno, e vari altri artefici lo adoperanoper disgrossare, ed alcuni anche per fini-re i loro lavori, come i muratori, gliscultori, gli scappellisi ed altri. Si fan-no magli rl’ogni grandezza.
Maglio. Il lattaio adopera esso pureun maglio di legno,la cui testa è foggiataa cilindro sul tornio ; alla metà di sualunghezza è forilo d’un buco incuiadal-
15