1 i 4 Magma
tasi un manico di legno. La bocca è piat-ta. L’artefice lo adopera per drizzare lelatte o piegarle sopra una bicornia ro-tonda. Un martello di ferro ammacche-rebbe la latta, ciò che non fa il legno.
Magli , chiama il fabbricatore di cartale grosse mazze di legno, munite da uncapo di pezzi di ferro detti chiodi , dicui servesi per dividere in piccoli muc-chi i cenci che adoprano per far la pastadella carta (V. cartieha).
Maglio del piombalo. Grosso cilindrotagliato in due sulla sua lunghezza pelsuo asse; in guisa che lo stesso cilindroserve a fare due magli uguali. Si vedeche questo maglio viene ad esser pianoda un lato, e semicircolare dall’altro sul-la sua lunghezza. Il manico è posto nelsemicerchio, ma in direzione paralellaalla sezione del cilindro.il piombaie bat-te talora il piombo col lato piano, e ta-lora batte con le sue cime sopra alcuniutensili che caccia nel piombo.
Maglio. 1 fabbricatori di cerchi ado-perano pure un maglio , il quale consistein un grosso pezzo di legno ridotto quasicilindrico, lungo circa 16 centimetri (6pollici), sopra undici a quattordici centi-metri (4 a 5 poli.) di diametro, con unmanico di legno cacciato nell'asse del ci-lindro, e sporgente di circa 22 centime-tri (8 poli.). Il maglio gli serve del pariche al bottaio, per battere sul coltro dafendere le doghe, e sulle pertiche chevuol ispaccare per fare i cerchi. (L.)
* Maglio. Arnese appartenente allamacchina detta castello (V. questa pa-rola ), col quale si danno colpi per fic-care i pali nel fare le palafitte.
* MAGLIUOLO. Sermento che sispicca dalla vite per piantalo.
MAGMA, dicesi in chimica e nelle Artichimiche una massa densa, viscida, gela-tinosa che ha l’aspetto e là consistenzadi una pappa.Ouai;du ottiensi con un reu-
Magnauo ’
gente un precipitatosi abbondante che ilmiscuglio si conformi in densa massa, que-sta dicesi magma. Tale voce significain greco io spremo , per cui sembra cheda prima la parola magma significasse ilresiduo d' una sostanza spremuta od unsedimento formalo da un liquido torbido, jche nei diciamo feccia. (L*****r.) i
MAGNANO, li magnano è quegli che Ilavora il ferro. I suoi lavori possono di-vidersi in quattro classi, oltre a quelli di tserrature, e ferramenta de’carri, di cui ab-biamo parlato agli articoli chiavaiuolo ,
FABBRO. ‘ j
1. ° I lavori in bianco, vale a dire, i !grossi utensili di ferro e d’acciaio taglieri- :ti, che s’ imbianchiscono, o, a dir meglio,s’aguzzano alla ruota, come le mannaie,gli scalpelli, i badili dei legnaiuoli e deimuratori, le pialle, le roncole, le falci, e,in generale,tutti gli strumenti di siinil fat-ta ad uso de’ carrai, falegnami, ec. Tutti
i ferri da taglio un po’ grandi lavoramidal magnano invece che dal coltellinaio.
Per esperimentare la buona qualità diquesti strumenti da taglio, l’unico mezzoè di provarli sopra UDa pietra di cui co-noscasi la durezza, prendiamo, ad esem-pio, una falce che per la sua lunghezzadifficilmente può riscaldarsi con unifor-mità in ogni punto, come sarebbe neces-sario, acciò temperandola riuscisse tuttadi uguale durezza. Passasi leggermente lapietra da aguzzare lungo tutto il taglio, esecondo che questa il logora più o menfacilmente, si vede se il taglio è più omeno duro, più o meno uguale, bene umal temperato. Gli operai non hanno chequesto solo mezzo per esaminarla.
2 . ° I lavori di succhiellinaio che com-prendono non solo i sncc/iieZ/id’ogni gros-sezza con cui forasi il legno, ma anche gliutensili di ferro u d’acciaio, ad uso degliorefici, degli incisoli, de’calderai, degli ar-maiuoli, degli scultori, de’buttai, de’ lei