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Tomo VIII.
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Malta

MALTA. Intendiamo per malia quel-lo che i Romani chiamavano morlarium ,dai Francesi detto morlier, cioè una so-stanza plastica alta a congiungere insie-me i materiali, sia di pietra colta, sia disasso o di pietra naturale, negli edifizii.Farerfio conoscere la composizione e leproprietà delle malte nelle costruzionisubacquee, in quelle resistenti all’ azionedel fuoco, e nelle ordinarie costruzionisoggette all’ azione dell’acqua e dell’aria.

La più parte delle prime malte sonocomposte di calce comune, e di calce i-draulica (V. cilce e cemento). Aggiunge-remo a quanto si è detto, nei rispettiviarticoli su queste sostanze, l’esperienzeconfermale da un gran numero di casi,pubblicate recentemente da Vicat, dipen-denti dalle sue proprie osservazioni, dal-le analisi di Berlhiev, professore alla scuo-la delle miniere, e dalle indagini di Bru-5ere ispettore generale dell' amministra-zione acque e strade. Le notizie an-teriori eli’ aveanci illuminati in tale ar-gomento ci vennero fornite da Saussure,relativamenteair utilità dell’ argille nellatalee idraulica di Chamouny, e da Cha-mouny che analizzò la marna compatta diSenunches, per cui Collet-Descotils con-clnuse che la causa della proprietà di-stintiva di questa terra dipendeva dallagrande proporziona di silice finissimache vi si trova.

Recentemente 1’ ingegnere Lacordaire completò questi importanti sperimenti,trattando, corno una malta uatucale, lepietre da calce idraulica cotte imperfet-tamente.

La calce idraulica che fornisce la mi-glior malta si ottiene da pietre naturali;r miscugli artifiziali non possono che ac-costarvisi alquanto. Le pietre naturali a-datl» a (ale uopo si riconoscono col se-guente metodo di Derider. Si pesta lapietra, e si passa la polvere per istaccioDih. Tecnol, T. Vili.

Malta

di sela;se ne mellouo io grammi inunacapsula, e vi si versa sopra, a poco a po-co, dell’acido muriatico diluito con pic-cola quantità di acqua, finché non facciapiù effervescenza, agitando continuamen-te con un bastoncello di vetro; si eva-pora la dissoluzione a dolce temperaturafino a consistenza pastosa; si stemperola materia in un mezzo litro di acqua;l’argilla rimane sul feltro ; la si fa sec-care al sole od al fuoco, indi si calcinain un crogiuolo al calov rovente, e sipesa; nella soluzione, passata pel feltro,si versa dell' acqua di calce limpidissimafinché formasi un sedimento. Raccoglie!!questo precipitato sur uri feltro; esso òmagnesia, mista di ossidi di ferro e dimanganese ; si lara con acqua pura, sisecca, e si pesa.

Il peso dall'argilla, pangonato a quel-lo della’materia calcarea disciolla, indicaper approssimazione il grado di bontàdelia pietra all’ oggetto propostoci.

Se, invece di argilla dolce al tatto, re-stasse dopo la prima fehrazione una sab-bia fina, ma ruvida, oppure unmiscugliudi argilla e di sabbia, nel primo caso lapietra non fornirebbe che una calce ma-gra■ nel secondo si separa quanto èpossibile la sabbia dell’ argilla con molte,decantazioni, si prende separatamente ilpeso di ciascuna di queste sostanze: osecondo la proporzione di sabbia la pie-tra si discosta sempre più dalla qualitàvoluta per formarne una calce idrau-lica.

Le pietre a calce idraulica di qualitàmedia contengono da 8 a 12 centesimidi argilla, miscugliala o no con ossidi diferro, di manganese e niegnesia.

Le pietre a calce idraulica di buonaqualità contengono un i 5 a i cj per i oo .di argilla, mesciuta casualmente colle me-desime sostanze sopraindicaie ; la silicevi è sempre predominante.