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Tomo VIII.
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Le pietre eminenlemenle buone dofalce idraulica contengono da 20 a 25per 100 di argilla.

Le calcaree quasi pure, contenenti da1 a 6 centesimi di ossidi, danno dellecalce grasse; e quelle contenenti da i 5a 3o per 100 di sabbia danno le calcimagre.

Vicat indica i seguenti metodi di as-saggio di cui si possono valere i costrut-tori, usati la più parte per lungo tem-po da Bruyere.

In primo luogo si riconosce'la naturadella pietra calcarea, scalfendola con unapunta di ferro, la quale deve intaccarla;poscia con un acido debole che deve conessa far effervescenza.

Le pietre da sperimentare si fanno inpezzetti del volume d’ una gran noce, ese ne riempie un crogiuolo con moltibuchi o qualunque altro vase di terrarefrattaria: metlesi poi in una situazionemedia d’ una fornace da stoviglie da mat-toni o da calce, accesa con legna: dopol5 a 20 ore la pietra è calcinata; si ri-trae il vase dal fuoco, e conservasi ancorcalda entro una boccia chiusa ermetica-mente per mantenerla caustica. Quandovuoisi assaggiarla, se ne mette la quantitàd" un litio circa in un sacchetto di telarara ; s’ immerge il sacchetto nell’ acquaper alcuni minuti, si lascia sgocciolareun istante, poi si versa la calce in unmortaio di marmo o di ghisa. Abbiamoindicato, e ognuno già li conosce i feno-meni che presenta la calce grassa all'aria ; al contrario la calce idraulica, alpari della calce magra , rimane molti mi-nuti, e talvolta un’ ora, prima di riscaldar-si all’ aria, dopo di che svolge dei vapo-ri, e si screpola.

A proporzione che la calce si screpolaVersasi., in vicinanza di essa, dell’ acqua,affinchè le parti esterne possano assor-birla ; si rimesce poi lentamente e si con-

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tinua ad aggiunger acqua, con precauzio-ne per altro di non innondare il miscu-glio ; finalmente si tritura la massa colbadile, e si riduce a consistenza pastosa.

La calce così preparata devesi lasciarein quiete per circa tre ore onde le par-ticelle che non avessero assorbito l’a-equa, per anco, la assorbano ; la calce ècompletam eate idrata quando divennefredda. Si tritura di nuovo, e si aggiungeacqua bastante a formare una pasta si-mile ad un’ argilla da farne stoviglie.

Si riempie con questa calce un bic-chiere, od altro vase di maiolica, circa idue terzi; la si calca nel fondo appianan-dola : si tien nota del giorno e dell’ orapoi si sommerge il vase nell’acqua im-mediatamente.

Dietro uno studio di quattordici annieseguito a questa maniera, Vicat classifi-cò tutte e calci francesi in cinque cate-gorie: 1 calci grasse , 2. c calci magre-,5 .» calci idrauliche medie; 4.° calci i-drauliche; 5 .° salci eminetemente idrau-liche.

Le calci grasse raddoppianod i volumee anche più per l’assorbimento dell’a-equa;la loro consistenza non varia do-po molti anni d’ immersione, e rimango-no solubili fino all’ ultima particella, rin-novando 1’ acqua.

Le calci magre, come le calci idrauli-che, aumentano poco o nulla di volumeestinguendosi ; ma si comportano all'in-circa come le calci grasse, lasciando peraltro nel lavacro un sedimento insolu-bile.

Le calci idrauliche medie consolida-si in massa dopo i 5 a 20 giorni di im-mersione, continuano a indursi, ma sem-pre più lentamente, massime dopo il se-sto o I' ottavo mese . dopo un anno I»loro consistenza è paragonabile a quelledel sapone secco : non disciolgonsi, neHacqua che difficilmente.