Manico
manico fino alla cima della ghiera, nellaquale il manico non enlra che per uncentimetro. Il vuoto che rimane nellaghiera riempiesi di cera-lacca, che vi sifa fondere al calore d’una candela. Si fariscaldare alla stessa candela la cima del-la lima che dicesi codolo ; la si immergecalda nella cera-lacca che contiene laghiera; essa vi si fa luogo, e si tiene lalima ben dritta fino a che la cera-laccasia raffreddata ; allora la lima rimane so-lidamente fissata al suo manico.
I manichi a codolo senza cera lacca,hanno anch’ essi una ghiera per lo più diottone, e per le lime molto grosse taloradi ferro. Queste ghiere sono larghe dai5 a 20 millimetri, secondo la grossezzadelle lime cui si destinano i manichi ; illegno giunge fino all’orlo superiore dellaghiera. I migliori sono forati da parte aparte sul tornio. Ciò è molto importante,specialmente pei quadrelli, giacché spes-so queste lime si spezzano al diritto delmanico ed allora il codolo resta nel le-gno, e se il manico non è fissato è per-duto, poiché è difficilissimo levamelo.Quando il manico è forato, si può cac-ciar fuori questo codolo, mediante unaspina d’acciaio rotonda, su cui battesicol martello.
Dei manichi di martello.
Per poco si abbia lavorato di pro-pria mano, si sa che non si danno colpidi martello vibrati, e d’una forza propor-zionata al lavoro che si deve fare, se nonquando il martello ha un buon manico, ead esso è attaccato solidamente. Ap-punto per potervelo assicurar forte-mente, buoni operai fanno il foro o l’oc-chio, che è sempre rettangolare, in gui-sa che 1’ apertura d’ entrala è alquantopiù angusta di quella d’uscita; talché que-sto foro presenta nella sua lunghezza la
Manicotto
forma d’una piramide tronca quadrango-lare, molto allungata. Allora, quando ilmanico è ben adattato, si può allargare illegno con cunei di metallo, e fargli occu-pare tutto il vano che presenta 1’ occhioalla sua parte superiore.
Questa precauzione non è sempre ba-stante, poiché il legno si secca di continuo,e i cunei si allentano. Per maggior sicu-rezza si fanno due pezzi di metallo, d’ot-tone pei piccoli martelli, e di ferro peigrossi : hanno questi la forma di T, lecui braccia orizzontali appoggiano sullaparte superiore del martello. Le parti ver-ticali sono adattate sui due lati più strettidell’occhio, e scendono sul manico per undecimetro circa al di sotto della grossez-za del martello. Ivi forensi questi duepezzi insieme col manico, e vi si poneuna copiglia, più o meno grossa, secon-do la grandezza del martello, e «e ne ri-badiscono i due capi sulle code dei dueT. Allora cacciansi i cunei, ed il martelloha tutta la solidità necessaria.
(L.)
I lattai ed i piombai adoperano unmanico composto di due piccoli pezzi dilegno, scavati lungo il Iato interno, e cheserve loro per prendere il saldatore, quan-do lo traggono dal fuoco, per fondere estendere la loro saldatura. (Fr.)
Manico deglistromenti musicali è quelpezzo di legno su cui sono i bischieri cheservono a tendere le corde.
(L.)
MANICOTTO. Piccolo arnese che siporta nel verno per ripararsi le mani dalfreddo. Non vi è arnese che più di que-sto abbia cangiato forma e materia. Ta-lora sono coperti con pelliccerie più omeno pregiate, talvolta con drappi di se-ta, e tal altra con penne d’uccelli più omeno rare.
In generale, il manicotto componesi diun doppio sacco senza fondo, l’interno