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costruire da un viaggiator nostro amico,che lo portava sempre seco per sostituir-lo sul momento ad un ferro che si fosseperduto per via. E' questo un ferro co-mune, formato di due pezzi uniti a cer-niera dal lato della punta ; sono quindidue mezzi ferri riuniti a cerniera conuna chiavarda ribadita. Ognuno di que-sti due pezzi è orlato al di fuori con i-strisce di lamierino larghe 2 centimetri,ed inclinate dal di fuori al di dentro.Questi due pezzi sono riuniti alla partecorrispondente al tallone, con due orec-chie ed una chiavarda a vite. Se cade unferro, e si inviluppa il piede col ferro diriserva ; le strisce di ferro appoggiansicontro l’ugna, e, stringendo la chiavarda,il ferro è stabilmente assicurato. Si vedeche, a motivo della cerniera, il ferro adat-tasi a tutti i piedi. Egli ne ha sempredue di simili, ed in tal guisa salva il pie-de del suo cavallo, fino a che sia giuntoin un luogo ove farlo ferrare. Taloracorse in tal guisa fino a due o tre leghesenza verun accidente.
A primo aspetto si crederebbe che l’ar-te di ferrare i cavalli non fosse che unamera abitudine, ed al veder che se neincaricano operai tanto da poco, repute-rebbesi una delle cose più facili ; nulla-meno dal poco che ne abbiam detto pernon uscire dai limiti del nostro piano, sideve convincersi che quest’ arte esigemolte cognizioni, e tutta la capacità el’esperienza d’ un maniscalco istruito edintelligente. Ei dee conoscere a fondo l'ar-te veterinaria di cui il governo francese conobbe in guisa P importanza che nefondò due scuole P uua in Alfort, 1’ altraa Lione, ove abili professori istruisconola gioventù nella ippialrica , che nonpuò appartenere a questo dizionario, edella quale molte opere trattano parti-colarmente.
Manna
MANNA. La manna è un succo zuc-cherino, concreto, allravolta usatissimoiu medicina come purgativo, e presente-mente riguardato come piuttosto danno-so che utile. Se anche nella medicina re-gna la moda, come par fuor di dubbio,si vedranno restituiti all’ antico favoredei medicamenti che sono decaduti a’ dìnostri.
La manna è particolarmente prodottada una specie di frassino, il Jraxinusornus di L., da cui trasuda spontanea-mente, che alligna assaissimo in Calabria ed in Sicilia . Per facilitarne lo scolo si.fanno delle incisioni sulla corteccia, lun-ghe un pollice, profonde 6 linee, dalprincipio di luglio fino al dicembre ; nonsi incide che una sola faccia dell’ alberoogni anno.
La manna che cola nei primi mesicontiene più materia cristallizzabile, e siconcreta più facilmente. La si modellasopra la corteccia, o sopra delle paglie, inlunghe e belle stallatliti bianche e cristal-line cui si dà il nome di manna in la-grime.
Progredendo la stagione il succo ren-desi meno zuccherino e più viscido, e lepiccole lagrime che colano sono miste adun succo incristallizzabile che si agglo-mera insieme ; dicesi allora manna insorte. Quella che cola da ultimo sul finirdell’autunno è un succo tanto abbon-dante lungo il tronco, che bisogna sca-vare una fossetta a piedi dell’albero perraccoglierla, e dicesi manna grassa. Que-st’è l’ultima qualità, ed è molto piùpurgativa. La manna in lagrime è addol-cente, per cui la si prescrive nelle prepa-razioni bechiche della medicina.
In generale, antepongonsi le manne diSicilia a quelle di Calabria ; queste insorta, diconsi manna capaci ; e le primemanna geraci.
Siccome la manna conservasi difficil-
(L.)