Band 
Tomo VIII.
Seite
156
JPEG-Download
 

i5G Manu da tuffare

gliare quale il pennato con cresta a guisa

di mannaia.

* MANNELLA. Nome che danno ibattilori ad una quantità di circa sei on-ce di gaveta avvolta sopra il rocchettone.

MANO da tuffare. L’autore del pre-sente articolo diede questo nome ad unostromento di sua invenzione per fabbri-car le candele di sevo alla bacchetta ; unfabbricatore da lui conosciuto, e pelquale lo fece costruire, se ne serve convantaggio in un dipartimento della Fran-cia . Abbiamo creduto utile farlo cono-scere.

Le bacchette che adoperano i fabbricalori per far le candele di sevo per im-mersione, sono lunghe 81 millimetri ( 3 <>pollici) ; essi ne prendono due, tre e talora quattro fra le dita, per tuffarle tuttead un tratto ( V. T. Ili, pag. 334 ), ilche è molto incomodo, poiché hanno leloro due mani impiegate a questo lavo-ro, in modo che se qualche lucignolo sisposta, sono costretti ricorrere ad un al-tro operaio che gli aiuti.Consultato da unlavorator di candele per indicargli il mo-do di rimediare a tale inconveniente,I’ autore del presente articolo gli propo-se lo strumento di cui segue la descri-zione, e che la fig. 17 della Tav. XXXVIdella Tecnologia rappresenta in pro-spettiva.

Un forte asse AB di abete è lungo 76centimetri (28 pollici), poiché le bac-chette sono lunghe 8i centimetri ( 3 opollici), e largo 54 millimetri (due polli-ci ) quando non si vogliono lavorare chetre bacchette per volta ; ma quando sene vogliano lavorar quattro, bisogna far-lo largo 81 millimetri (3 pollici). L'asseè grosso 64 millimetri (2 pollici) in tuttala sua lunghezza. Inchiodansi sugli orliverso ogni cima esternamente due unci-ni CD di ferro foggiati alla cima a loggiadi zampa bucata di tre fori per attaccar-)

Mano da tuffare

li, e si pongono sulla larghezza a distan-ze uguali dei due primi, uno o due altriuncini di ferro a punte E,F, che si con-ficcano fortemente nel legno. Se ne pon-gono uno o due, secondo che si è fattol’asse largo due o tre pollici. Questi un-cini vengono quindi ad essere un pollicedistanti I’ uno dall’altro, il che è suffi-ciente per le candele Comuni ; nel casoche si dovessero fare candele più grosse,si lascia una maggior distanza. L’ asse siriduce più stretto alla metà della sua lun-ghezza, e se ne rotondano gli angoli ac-ciò I’ operaio lo possa prendere in manopiù facilmente,

A dieci centimetri (7 pollici) di distan-za da ciascun capo dell’ asse attaccamiuncini, simili, per sostenere le bacchetteorizzontali in tutta la loro lunghezza ;senza di che il peso delle candele le fa-rebbe piegare.

L’ operaio attacca ciascuna bacchettaper la cima e pel mezzo in quattro un-cini e lavora facilmente e con una solamano quattro bacchette ad un tratto:gli rimane una mano libera per rimedia-re a qualunque inconveniente succeda.Appoggiando le bacchette per le loro ci-me alle stecche del colatoio, gli unciniescono da sé ; ne vi è d’uopo di porvi lamano.

Si è detto più sopra cheT autore diquesto articolo era stato consultato daun fabbricatore di candele di sevo, in-torno ai mezzi di render più agevole l’o-perazione dell’ immersione nel far lecandele. Egli approfittò di questa con-ferenza per indicargli un mezzo da luiimaginato anche per levare facilmente laruvidezza che vedesi per lo più nellecandele fatte per immersione, e che le farigettare, suggerendogli il modo di ren-derle perfettamente cilindriche. Ecco lamaniera.

In una tavola di bossolo lunga 27 a