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Tomo VIII.
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i 6o Mantice

al celebre architetta Mansard l’idea dispezzare il tetto che cuopre un edilizio,in guisa che la parte inferiore che forma

10 scolatoio sia diritta,, e quasi a piombosul muro, e la superiore che tiene il saet-tile, in leggero pendio (V. Tav. VI delleArti del calcolo , fig. 2 ). Il tetto, cosi di-sposto, dicesi mansarda, e lascia sotto delvero tetto, uno spazio in cui si possonofar delle stanze pei domestici: vi si fan-no degli abbaini per darvi lume. Alloraconviene disporre I’ asticciuola princi-pale 5 o 4 piedi al di sotto della trabea-zione ; ^e su questa asticciuola, che sostie-ne un intavolato, Cssansi de’ falsi punto-ni quasi verticali, sui quali poggia un al-tra asticciuola riunita con legami di ferro;al di sopra di quest’ultima è il vero tet-to. Alla parola tetto indicheremo le re-gola da seguirsi per commettere i legna-mi di questa specie di coperture. Presen-temente stimasi doversi abbandonare talicostruzioni, puichè il prezzo dei legnamile rende costose quasi quanto un veropiano, che sarebbe di molto più agiato,più atto a resistere all’ intemperie, e piùfacile a venire adornalo si all'esterno cheinternamente.

(Fr.)

MANTACO. V. mantice.

MANTICE o SOFFIETTO, MAC-CHINA DA SOFFIARE. Apparecchiodestinato a cacciare il vento in un tuboper produrre una rapida corrente d'aria :serve principalmente ad eccitare la com-bustione in un fornello , od un cam-mino.

Il sollietlo più semplice è la sarbacan-na o trombone a bocca, tuttavia in usoin alcuni paesi ; è questa un lungo tubo,quale sarebbe una vecchia canna di fu-cile senza culatta ; adattansi le labbra adun capo, e si soffia l'aria dei polmoni so-prai i carboni accesi; questa canna dirige

11 soffio, e gl’impedisce di dispendersi

Mantice

Serve lo stesso tubo a lanciare piccolepallottole, colle quali i più destri riesco-no a mirare gli uccelletti e colpirli.

Adoprasi pure come mantice un otre,o qualsiasi altro sacco di materia flessi-bile, chiuso ermeticamente dappertutto,fuorché in un punto ove trovasi adatta-to un piccolo tubo che dirigesi sul fuoco;comprimendo questo sacco, l'aria che logonfia è costretta d’ uscire pel cannello.Ma siccome per riprodurre l’effetto, bi-sogna enfiare di nuovo il sacco, nè l’ariavi può rientrare che pel cannello d’usci-ta, si fa una aspirazione contraria al soffio.E' quindi necessario bucarlo in un altraluogo per lasciar rientrar l’aria, ed adat-tarvi una animella, cioè un pezzo di pel-le attaccato al di dentro da un solo lutodel buco, per impedire che l'aria esca daquella parte. Finalmente giova rinforza-re il sacco, con pezzi solidi che aiutinoa comprimerlo od a stenderlo. Quest’ap-parato grossolano usato, in alcuni luoghisi è perfezionato, e fu l'origine dei man-tici da cammino per le stanze.

Due assicelle ovali troncate in formaili trapezi, munite d’ un piccolo manico,sono congiunte insieme da un capo, e sututto il loro contorno, con una pelle in-chiodata sugli orli. Questa pelle è soste-nuta internamente da due o tre cerchi,ed è abbastanza flessibile per piegarsinello spazio che li separa, in modo dalasciare che le due assicelle si possanoriavvicinare, o allontanarsi, bilicandosisulla loro linea di unione : una traversabucata d’ un foro cui è adattata la cannaohe dà uscita all’ aria, serve loro di ap-poggio. Questo pezzo dicesi sopraccanna ,il tubo si dice canna. Il mantice si fa agirelenendo un manico, per ciascuna mano, efacendo muovere le assicelle sulle lorocerniere. Dna assicella è traforata per la-sciar entrar l’aria ed una animella dipelle interna impedisce che F aria esca