Mantice
per di là. Quindi, allorché si allontana- !no le assicelle, la pelle che le separa si ispiega, la capacità interna cresce, e l’aria ientra alzando l’aniinella. Quando, all’op- :posto, si riavvicinano le assicelle, I’ ariacompressa chiude l’animella, ed esce perla canna; non diamo la figura di que-sto utensile conosciutissimo; ciò che se-gue toglierà quanto vi fosse di pocochiaro.
In questo mantice 1’ aria esce inter-mittentemente; essa entra pel foro del-1' animella, ed esce per quello della can-na. Per ottenere un soilio continuo, ba-sta riunire due suffietti in uno, sicchéI' uno aspiri mentre l’altro soffia, e vice-versa. Tale è 1’ idea che si dee farsi delmantice continuo.
E' questo formato di tre assicelle, del-le quali quella di mezzo serve di separa-zione fra le capacità di due soffietti, l’unoper parte; essa ha il suo manico. Uu’ al-tra assicella tiene pure un manico edalcuni fori con una animella per lasciarentrar I’ aria ; la terza è tutta chiusa esenza manico. La capacità da essa rin-chiusa non comunica in verun modocoll’aria esterna, e riceve quella che laenfia per alcuni fori fattisi nell’ assicelladimezzo, chiusi da un’animella spintada una piccola molla. Il tutto è chiusocon una pelle inchiodata intorno agli orlidelle tre assicelle, e sulla traversa d’ u-nione o portacanna. La pelle è sostenu-ta da cerchi e piegasi negli spazi fra leassicelle.
Allorché si allontanano i due manichi,laria entra pei fori di una delle assi-celle, ed enfia il mantice che vi corrispon-de, senza penetrare nell’altro, col qua-le l’animella interna le toglie la comunica-zione. Allorché si rinvvicinano i mani-chi, si comprime l’aria, la capacità gon-fiata diminuisce, e l'aria è costretta aduscire pel tubo ; ma una parte di que-Vcl. Tecnol. T. F1U.
Mantice )6r
st’ aria entra anche nel secondo soffiettosollevando I’ animella interna; e quandoallontanansi di nuovo i manichi, que-st’aria rimane compressa perchè 1’ ulti-ma animella si chiude, ed è costretta aduscire per la canna ; giacché il foro delportacanna comunica con tutte e due lecapacità. Quindi la prima capacità si èenfiato, mentre la seconda si è vuotala; cla corrente d’aria è divenuta continua,non però sempre con velocità uguale.Lo stesso effetto si ripete continuandola stessa operazione.
Tale disposizione dei mantici continuiche si adoprano nelle stanze, è la mede-sima che pei mantici da fucina ; se nonche questi sono molto più grandi, ed e-seguiti con maggiore solidità per resi-stere al lavoro. ( V. la fig. y della Tav.XLII delle Arti meccaniche ).
M è un pezzo cubico di legno cheritiene e consolida il cerchio N ; questopezzo M è il portacanna ; è forato d’ unbuco li, che lascia passare l’aria caccia-ta nella canna, e di là nel bucolare. G èI’ assicella di mezzo, solidamente attacca-ta al portacanna con chiavarde, e che de-ve rimanere immobile; in II vi è l’assicel-la G munita di una valvula. A è l'assicel-la di sopra, PI quella di sotto : la primatiene in B una striscia di legno trasver-sale B per rinforzarla ; la si carica d’ un
• peso che tende sempre a tenerla bassa ;la seconda ha una animella in I ; queste
i due animelle I e K. si aprono dal giù insu ; esse non sono mai aperte insieme.
, F,F,F sono i cerchi che sostengono l’in-. voglio di pelle inchiodato sugli orli delle
- assicelle, e piegate nei loro intervalli ; le
• cerniere intorno a cui bilicansi le assicel-
- le A e P veggonsi in me»;.
Alla cima del manico P attacca una
• fune o coreggia P la cima della quale1 è attaccata al braccio della spranga o leva. '£ ; 1’ altro braccio di questa leva tirasi
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