iGa Mastice
a mano con una catena di ferro b. EccoV effetto che ne risulta.
Allorché si tira dall'alto in basso la ca-tena b, il braccio Zi s'innalza, e la cimai tira in alto la coreggia P i, bilicando-si la leva intorno al centfo di rotazionea ; così 1' assicella P I si avvicina adI1G ; 1' aria compressa nella capacità in-feriore viene cacciata in parte pel buco-lare O, e per la canna che vi è adattata,e in parte nella capacità superiore, al-zando la animella H. Allorché si cessa ditirare io b , 1’ assicella P ì scende alla pri-ma sua posizione, per effetto del suoproprio peso, accresciuto da quello ond’ècaricata, e I' aria rientra nella capacitàinferiore per la valvula I; ma in paritempo il peso dell' assicella A 1' abbassa,ed obbliga 1' aria ad uscire per la cannae così di seguito. Si vede che il soffioagisce di continuo.
Nelle fucine i mantici sono indispen-sabili ; senza essi non si potrebbe otte-nere I’alta temperatura per arroventare il ferro a bianchezza Uu mantice lun-go 7 decimetri e mezzo, largo 5 ( a 8pollici e r8 ), in 14 a i5 minuti, arro-venta a bianchezza una spranga di ferrodi 6 centimetri in quadrato, pronta adessere saldata.
D' ordinario si fa muovere il giogodel mantice da un garzone; quando peròla macchina debba agire continnatamente per un certo tratto di tempo, vi siapplica la forza degli animali. Un caneper esempio, che corre in un tamburo, elo fa girare col di lui peso, basta a muo-vere un mantice, mediante un gomitofatto all’asse del tamburo ; allora il ci-lindro fa la veci di volante. Un manti-ce simile serve pure allo smaltatore perdirigere la sua Gamma ; ei lo fa muo-vere con una calcola.
Per le grandi fabbriche, gli alti for-nelli, le officine ove si fauuo operazioni
Mantice
metallurgiche, P apparato che abbiamodescritto sarebbe del tutto insufficienteper alimentare la combustione del car-bone di legna, del coke, *c. Fa d’ uoporicorrere alle grandi macchine da soffia-re, capaci di dare al fuoco una sommaattività. All' articolo guisa si indicò laquantità d’ aria necessaria per brucia-re il peso di carbone proprio ad ottene-re un effetto voluto. Per mantenere ilfuoco d’ un alto fornello alimentato conlegna occorrono circa 5oo piedi cubicid 1 aria al minuto. Quindi , per poterlanciare sì gran volumi di aria, fa d'uo-po servirsi di possenti apparati, il cuimovimento esige forze notabili ; per ciòvi si impiegano P acqua corrente, ruulea cavallo, ma più spesso la forza del va-pure. Entriamo nei particolari di questemacchine.
Tre metodi si conoscono per cac-ciar P aria: i mantici, i cilindri e le trom-be. I primi non bastano all’ oggettopropostosi ; i secondi s' impiegano intutte le grandi officine della Francia edell’ Inghilterra ; i terzi , esigono chesi possa disporre di una caduta d' a-cqua, ed hanno il vantaggio di non farperdere veruna parte della forza pegliattriti.
I cilindri soffianti variano molto diforma, ma si può assomigliarli a quelli cheabbiamo rappresentato nella fig.a TavolaXLI delle Arti meccaniche. Sono Tuoni-li e prementi ed aspiranti destinate a cac-ciar l’aria invece dell’acqua ; se non cheessendo interessantissimo che la uscitadel soffio abbia una forza costante, tid’ uopo adattarvi un regolatore che a-gisca negli istanti di intermittenza percontinuarne I' eifelto.
A è uu cilindro nel quale muovesiuno stantuffo, la cui asta esce in I) at-traverso una scatola stoppata uà che nonlascia passar l’aria; questo stantuffo vieu